Napoli Servizi attiva la cassa integrazione, la rabbia dei lavoratori

Stando ad alcune indiscrezioni, sindacati e azienda avrebbero raggiunto un accordo per mantenere in servizio 300/400 persone (compresi gli impiegati, capi, capetti e dirigenti che percepiscono stipendi d’oro) per garantire le cosiddette attività essenziali mentre circa 1200 dipendenti saranno costretti a percepire un assegno di cassa integrazione di circa 800 euro.

Come anticipato lo scorso 27 aprile da IlDesk.it, la società Napoli Servizi, azienda partecipata del Comune di Napoli ha deciso di attivare le procedure per la cassa integrazione in deroga per 9 settimane. Formalmente sarebbero 1622 i lavoratori interessati al provvedimento di sospensione. Nei fatti, però, stando ad alcune indiscrezioni, sindacati e azienda avrebbero raggiunto un accordo per mantenere in servizio 300/400 persone (compresi gli impiegati, capi, capetti e dirigenti che percepiscono stipendi d’oro) per garantire le cosiddette attività essenziali mentre circa 1200 lavoratori e lavoratrici saranno costretti a percepire un assegno di cassa integrazione di circa 800 euro. Un vero atto di ingiustizia sociale. Ieri durante la riunione della commissione consiliare bilancio, l’amministratore unico della società, Salvatore Palma ha tentato di giustificare l’utilizzo della cassa integrazione. “La Cig serve per mettere in sicurezza l’azienda e non riprodurre anche per il 2020 la passività di bilancio” – ha affermato Palma. Sarebbe utile ricordare a Palma che le passività di bilancio si riproducono anche per le decine di promozioni, gli stipendi d’oro, i superminimi e benefit concessi ad una minoranza privilegiata di dipendenti di Napoli Servizi. Intanto, tra i lavoratori monta la rabbia. Nell’occhio del ciclone sono finiti i sindacalisti aziendali. “Ci stanno prendendo in giro – urla un lavoratore – Lunedì prossimo i nostri sindacalisti aziendali hanno deciso di autoconvocarsi davanti Palazzo San Giacomo”. Una sindacalista aziendale tramite un audio diffuso via WhatsApp avrebbe invitato i lavoratori a non protestare, rimanere a casa. “Non venite, ci interessiamo noi” – avrebbe detto la sindacalista richiedendo sostanzialmente una “delega in bianco”. Una sceneggiata, una commedia, i soliti attori protagonisti. Tra l’altro non sarebbero state valutate soluzioni alternative come i contratti di solidarietà. E non finisce qui. Stando sempre ai soliti bene informati, l’azienda non avrebbe escluso l’ipotesi di richiedere la la proroga della cassa integrazione per altre 9 settimane utilizzando le normative contenute nel prossimo decreto ‘lavoro’ che sarà approvato dal governo nei prossimi giorni.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest