Napoli: Piazza Plebiscito e Maschio Angioino occupati dal matrimonio trash, sindaco dorme

La vicenda è finita sui tavoli della Procura della Repubblica, della Corte dei Conti, dei carabinieri, della Guardia di Finanza

Accade a Napoli. Un cantante neomelodico, Tony Colombo e la vedova di un boss, un’agenzia di comunicazione, organizzano un matrimonio,  cortei con carrozze e trampolieri, si impossessano per alcune ore del  Maschio Angioino, monumento simbolo della Città, promuovono un concerto con tanto di palco in Piazza Plebiscito, fanno svolazzare droni  sui tetti della Prefettura e delle caserme, richiedendo una semplice autorizzazione per lo svolgimento di un ‘Flash mob’. Un’autorizzazione concessa senza alcun problema dai burocrati comunali di Palazzo San Giacomo.  Un flash mob che è servito ad evitare  la presentazione della domanda di occupazione di suolo pubblico,  le autorizzazioni di Questura, Prefettura e i vincoli  della Soprintendenza ai beni ambientali. Un matrimonio ripreso in diretta esclusiva da Mediaset,  sostenuto dalla ‘madrina’ Barbara D’Urso, dai coreografi e  dai protagonisti dei programmi di  Canale 5. E non solo. Il video del ‘matrimonio del secolo’ è stato  diffuso su Youtube, con il  logo del Comune di Napoli e i ringraziamenti per il sindaco.  Una riuscitissima operazione di marketing per il cantante neo melodico e l’apparato mediatico che lo sosteneva. E non finisce qui. Il cantante si vanta dell’operazione con Barbara D’Urso nel corso di una  diretta su Pomeriggio Cinque:  ho organizzato tutto, ho chiesto al sindaco di Napoli di darmi i permessi per Piazza del Plebiscito e lui fortunatamente ha capito che era una cosa d’amore bellissima. Grazie al Comune di Napoli, perché una cosa del genere non si era mai vista, non è mai stata fatta prima a Piazza del Plebiscito a Napoli” – dichiara Tony Colombo senza giri di parole. Le dichiarazioni di Colombo non sono state smentite dal primo cittadino arancione

Una beffa. Una pessima figura per l’amministrazione comunale. Un attacco al cuore delle istituzioni cittadine. L’occupazione di spazi e monumenti pubblici grazie ad una procedura discutibile. Fatti gravissimi che sono finiti sui tavoli della Procura della Repubblica, della Corte dei Conti, dei carabinieri e della Guardia di Finanza. Ieri mattina, i carabinieri del comando provinciale, su delega della magistratura, si sono recati presso la sede comunale procedendo al sequestro di molti documenti.  Dure le reazioni di alcune forze politiche.   “Il problema non è il matrimonio trash, pur discutibile, ma il messaggio di potenza e grandeur che a determinati personaggi è stato consentito di fornire: ‘possiamo fare quello che vogliamo, tanto nessuno ci dice nulla’. Abbiamo i militari schierati con i mitra nei siti sensibili, e poi nessuno è stato in grado di gestire una cerimonia che ha coinvolto migliaia di persone, carrozze trainate da cavalli, un concerto con palco e persino un collegamento televisivo, consentendo di fatto l’anarchia più totale?”. Lo dice in una nota il segretario di Presidenza della Camera dei deputati, Alessandro Amitrano (M5S), commentando quanto accaduto. “Nessuna articolazione dello Stato è stata in grado di verificare cosa stesse accadendo e se, per l’occasione, fossero state rilasciate tutte le autorizzazioni necessarie. La risposta del Comune di Napoli – aggiunge – è stata tardiva e insufficiente, e dimostra come il controllo del territorio sia pericolosamente inadeguato. Alla luce della pessima figura rimediata, ora il Comune attiverà una segnalazione allo sportello ‘Difendi la città’ creato dal Comune stesso contro gli stereotipi e le dannose generalizzazioni sulla città?”, sottolinea ironicamente il parlamentare pentastellato.

Duro il commento del governatore della Campania, Vincenzo De Luca:L’immagine del matrimonio con tanto di cavalli e carrozze fa parte di quegli elementi di pulcinellismo e di plebeismo che offendono la dignità di una grande capitale europea quale è Napoli. Prima ci liberiamo di questi elementi di plebeismo e pulcinellismo, meglio è – rileva il governatore. Il sindaco Luigi de Magistris, invece, tenta di buttare acqua sul fuoco. “Il Comune, prendendo le distanze da questa rappresentazione farsesca che appartiene a un segmento di città che pur esiste, ha agito in modo adeguato, consono e nel rispetto delle regole” – ha dichiarato  “Noi – ha aggiunto – abbiamo agito con tutta la nostra articolazione fin da subito prima ancora del clamore mediatico con sanzioni e rigore da parte della polizia municipale”. In relazione alla festa svoltasi in piazza Plebiscito il giorno prima delle nozze, il sindaco ha sottolineato che “appena abbiamo appreso dell’attività abusiva in piazza sono state svolte indagini e nel momento in cui ci si è resi conto che tante persone stavano affluendo al Maschio Angioino per le nozze del cantante neomelodico, abbiamo ritenuto opportuno trasferire il convegno ‘100 Passi’ nella sala Giunta”.

Il primo cittadino non si è soffermato sulle modalità di autorizzazione delle varie iniziative, ovvero sul ‘flash mob’ legittimato dai dirigenti comunali. Un’autorizzazione, una agevolazione che ha consentito agli organizzatori del ‘matrimonio del secolo’ di superare molti ostacoli e vincoli.  E poi sarebbe il caso di rispondere ad alcune domande: perchè la polizia municipalità non è intervenuta rapidamente per impedire il corteo di Secondigliano, l’occupazione del Maschio Angioino e il concerto in piazza Plebiscito? L’autorizzazione del flash mob è stata concessa con il silenzio assenso? Come mai l’ente comunale non ha provveduto ad attivare iniziative adeguate e preventive considerato che l’evento era da tempo oggetto di interesse mediatico da tempo? Sarebbe il caso di aprire un’inchiesta interna. Non serve, non è utile la retorica.

               

 

 

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest