I figli Anna e Alessandro: “papà lavorava per una società più giusta”
Gremitissima oggi la sala di Palazzo Corigliano a Napoli per commemorare dell’ex senatore Eugenio Donise, figura storica del Partito Comunista Italiano scomparso nei giorni scorsi a 83 anni.
Tanti hanno voluto ricordare Donise. Presenti Antonio Bassolino, Valeria Valente, Aldo Cennamo, Arturo Scotto, il governatore campano Vincenzo De Luca e vari rappresentanti Nino Daniele, Isaia Sales, Vincenzo Amendola a Enrico Cardillo, Giuseppe De Cristoforo, Tonino Amato, Berardo Impegno, Riccardo Marone, Claudio Velardi, Guglielmo Allodi, Michele Caiazzo, Salvatore Vozza.
“Un commiato laico”, hanno sottolineato i figli Anna ed Alessandro. “Papà lavorava per una società più giusta – hanno rievocato ricordandone l’impegno alla fine degli anni ’70 nella giunta Valenzi a Napoli e poi da senatore a metà anni ’90 – Più difficile crederci adesso ma allora questi ideali si respiravano e lui ha dimostrato che gli ideali erano anche una pratica dimostrazione. Si fa ciò che si ritiene giusto – amava ripetere – non ciò che conviene”.

Sullo sfondo la passione per il poker e per i colori della Roma “di cui era insospettabile tifoso”.
Poi è stata la volta degli ex compagni di partito, tra cui Antonio Bassolino. “Dagli inizi degli anni ’60 – ha ricordato l’ex sindaco di Napoli – abbiamo condiviso battaglie comuni dentro il Pci e all’interno del Manifesto prima di andare a farci le ossa fuori. Ha sempre messo passione politica nelle sue cose e grande curiosità ricavando grande stima e affetto anche da ambienti politici a lui lontani”. Da Bassolino anche un ricordo divertente: “Non avevamo la patente e tutti ci sconsigliavano di prenderla. Poi un giorno lui si incaponì per prenderla e una volta ottenuta volle accompagnarmi da via dei Fiorentini alla stazione di Mergellina: in quel breve tratto – ricorda tra le risate della sala – facemmo due tre tamponamenti”.
Se per Aldo Cennamo “bisogna ricostruire la memoria condivisa per ricordarlo al meglio” è il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi a ricordare Donise come “sobrio ma incisivo nella dialettica”. “Molto della nostra storia – ha sottolineato – viene da quella stagione importante e densa di contenuti della nostra città. La politica progressista ha bisogni di questi contenuti e può aiutare tanti a percorrere la strada migliore“.
