I senzalavoro: “faremo come in Francia”
E’ l’inizio della rivolta. Oggi a Napoli grandi momenti di tensione davanti a Palazzo San Giacomo, sede dell’amministrazione comunale, tra 600 disoccupati e le forze dell’ordine. I senza lavoro partenopei hanno promosso presidi di lotta, cortei contro il taglio del reddito di cittadinanza per un piano straordinario per il lavoro. L’iniziativa è stata promossa dai comitati disoccupati 7 Novembre, cantiere 167 di Scampia.
I disoccupati hanno chiesto senza successo un incontro con l’assessore comunale al Lavoro Chiara Marciani. Il comportamento dell’assessore ha prodotto tanta rabbia. Un gruppo di senza lavoro ha tentato di forzare il cordone di polizia in assetto antisommossa che era davanti Palazzo San Giacomo.
Eccessiva la reazione dei poliziotti e della Digos che hanno puntualmente attuato una carica di contenimento a colpi di manganello. Alcuni senzalavoro sono rimasti feriti. Inaudita vergogna. Le lotte sociali non possono essere valutate, definite come questioni di ordine pubblico e sicurezza.
Duro il comunicato diffuso dai disoccupati al termine delle iniziative di lotta:
“Scontri sono avvenuti fuori il portone del comune a piazza municipio quando, dopo ennesimo rinvio del sindaco e dell’assessore al lavoro, la polizia ha blindato il palazzo. È davvero imbarazzante l’atteggiamento dell’assessorato al lavoro, del Comune e delle istituzioni locali che, per l’ennesima volta, hanno rinviato incontri già fissati che avrebbero dovuto dar seguito agli impegni da loro stessi già assunti.
Pertanto, restituiamo al mittente la responsabilità dei problemi di ordine pubblico. Le centinaia di famiglie sui cui vengono scaricati i costi sociali della crisi e della guerra meritano rispetto e oltre che risposte concrete. Chi è sceso oggi ha portato in piazza rivendicazioni concrete contro l’ennesimo attacco al già limitato reddito di cittadinanza – in Campania si procederà al taglio di metà della platea dei percettori tra potenziali lavoratori e famiglie- mentre il governo continua a destinare fondi per le aziende e le spese militari.
Lungo via Roma il corteo scandito era “come in Francia pure qua” a dimostrazione che non si tratta di una semplice vertenza: tutto il movimento ha fatto propria la necessità di generalizzare la lotta come sta avvenendo negli altri paesi d’Europa A seguito di ripetute cariche sotto il Comune,.a cui tutto il movimento ha resistito, il corteo si è spostato verso piazza Trieste e Trento e fuori la prefettura dove la tensione è aumentata nuovamente.
La rabbia dei disoccupati e delle disoccupate ha invaso le vie dello shopping con buona pace dell’immagine di Napoli città vetrina tanto sbandierata dalle istituzioni cittadine. Nel frattempo un altro corteo ha proseguito verso via Verdi con ulteriori tafferugli con i carabinieri. I disoccupati in piazza hanno rilanciato già dalla prossima settimana ulteriori mobilitazioni. La pazienza è finita da un pezzo, la rassegnazione a subire in silenzio pure.
Puntuale l’assenza delle istituzioni locali e regionali. In Campania al 31 gennaio 2023, i nuclei familiari percettori del reddito di cittadinanza ammontano, a 237.387 per un totale di 611.266 persone coinvolte per un importo media dell’assegno pari ad euro 630,01. Meno di 39 mila persone, circa il 9 per cento sono state coinvolte in programmi di inserimento lavorativo o di formazione lavoro. “Circa l’82% della platea del percettori di Rdc inseriti necessita di percorsi formativi di aggiornamento e/o riqualificazione” – ha dichiarato nelle ultime ore l’assessore regionale al lavoro, Antonio Marchiello con una bella faccia tosta.
Marchiello ha evitato di rispondere alle domande mirate contenute nell’interrogazione presentata dalla consigliera regionale del Gruppo Misto, Maria Muscarà
Muscarà ha interrogato la giunta per avere “notizie precise sui beneficiari della misura in Campania, come le qualifiche, i titoli di studio e le esperienze lavorative; quanti enti di formazione professionale accreditati hanno presentato progetti di formazione per i percettori del reddito così come previsto dalla legge; se è possibile convocare una conferenza di servizio coinvolgendo organizzazioni sindacali, imprenditoriali, associazioni, lega cooperative, enti locali per attivare un piano straordinario di formazione e collocazione dei percettori del reddito; se è possibile introdurre clausole sociali vincolanti in tutti i capitolati di appalto, concorsi regionali, assunzioni in aziende partecipate, per l’assunzione di quote di percettori del Rdc“
Insomma una mappatura di quella platea che, ad oggi, vive di quella misura che il nuovo governo ha fatto giungere al capolinea.
Per la consigliera la ‘preoccupazione è fortissima perchè la Campania e Napoli in particolare ha sofferto della cattiva gestione del reddito di cittadinanza. Una buona legge, nata buona nelle intenzioni, che poi non è stata sufficientemente corroborata, corretta e adeguata tanto da poterla trasformare in una vera ricerca del lavoro‘.
Domande, richieste legittime. Intanto, sui territori stanno nascendo i comitati di lotta dei disoccupati. Monta la protesta, si annunciano giorni di grande conflittualità sociale.
Ciro Crescentini
