Solo la mobilitazione popolare spinge il Comune a cambiare rotta
Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, interviene con molto ritardo sulla vicenda della Taverna Santa Chiara. La sua reazione è arrivata solo dopo che la città ha alzato la voce con una grande manifestazione di solidarietà, una vera e propria mobilitazione popolare con oltre 2 mila persone davanti Palazzo San Giacomo, la sede dell’amministrazione comunale.
Il caso era scoppiato quando due turisti israeliani avevano denunciato di essere stati allontanati dal locale di Nives Monda dopo una discussione sulla situazione a Gaza. Un episodio che, nonostante la sua rilevanza, ha visto una gestione istituzionale quanto mai confusa e divisiva.
A sollevare le polemiche è stato principalmente l’atteggiamento dell’assessore al Turismo, Teresa Armato, che, prima ancora di raccogliere tutte le informazioni e ascoltare la versione della ristoratrice, ha deciso di schierarsi apertamente con i turisti israeliani. Non solo ha espresso solidarietà ai due visitatori, ma ha compiuto un gesto che ha suscitato una reazione fortissima: ha invitato i turisti a un bar cittadino, offrendo loro caffè e cornetti.
Un atto che ha avuto l’effetto di rafforzare la narrazione dei turisti, quelli che avevano accusato la ristoratrice senza fornire una versione equilibrata dei fatti. In questo modo, l’Amministrazione non solo ha ignorato la versione della ristoratrice, ma ha anche contribuito a gettare benzina sul fuoco, alimentando la gogna mediatica nei confronti di Nives Monda.
Questo comportamento ha creato un’enorme frattura, non solo tra l’Amministrazione e la ristoratrice, ma anche in Città, dove in molti hanno visto la reazione dell’assessore come una vera e propria delegittimazione di Nives e del suo locale, un luogo di accoglienza.
L’amministrazione si è schierata senza riserve con una delle parti, appoggiando la narrazione dei turisti israeliani e alimentando la pressione mediatica contro il locale.
Solo quando la manifestazione di solidarietà ha raggiunto le dimensioni di una vera e propria mobilitazione popolare, con oltre 2 mila persone in piazza, il sindaco Manfredi ha preso finalmente parola. Dopo giorni di silenzio e incertezze, ha convocato un incontro con Nives Monda, ma il suo intervento è arrivato tardi e sembrava più un tentativo di arginare la rabbia che una vera risposta istituzionale. “Napoli è una città dell’accoglienza”, ha dichiarato Manfredi, ma le sue parole hanno risuonato vuote, considerando che l’Amministrazione aveva già dato l’impressione di non essere in grado di gestire il caso con la dovuta attenzione e imparzialità.
L’intervento del sindaco, che ha finalmente espresso solidarietà alla ristoratrice e condannato le atrocità a Gaza, non è riuscito a cancellare l’errore iniziale di un’Amministrazione che ha risposto con leggerezza e un atteggiamento di parte. La posizione tardiva di Manfredi ha solo messo in evidenza mancanza di autonomia.
“Napoli deve essere una città dove tutti possano esprimere liberamente la propria opinione senza paura di subire censure o ostracismo”, ha dichiarato l’assessora Armato, ma il suo stesso gesto ha dimostrato il contrario, assumendo un comportamento unilaterale.
In definitiva, l’Amministrazione di Manfredi ha dato l’impressione di non aver saputo gestire la situazione con la necessaria maturità, alimentando involontariamente la gogna contro la ristoratrice invece di intervenire tempestivamente per chiarire i fatti e favorire il dialogo. Il danno era ormai fatto: il sindaco è dovuto intervenire, ma solo dopo che la pressione della piazza aveva messo a nudo la lentezza e la confusione della sua amministrazione.
CiCre
Red
