Napoli, il Comitato Vele Scampia occupa sede Consiglio comunale

 

 

L’amministrazione comunale aveva promesso una delibera in favore dei senza-requisiti.

Gli uffici del consiglio comunale di Napoli occupati dagli abitanti delle Vele di Scampia. L’iniziativa di lotta è stata promossa dal Comitato di lotta, guidato dagli storici militanti Omero Benfenati e Lorenzo Liparulo,  contro i ritardi delle procedure per l’assegnazione di 40 alloggi.

Una situazione delicata.  Entro lo scorso ottobre doveva essere completata la graduatoria per l’assegnazione dei nuovi edifici di via Gobetti e piazza della Socialità, ma sarebbero emersi alcuni problemi.  La commissione interna istituita dall’amministrazione comunale di Palazzo San Giacomo avrebbe esaminato 208 domande rilevando che  solo due famiglie sarebbero in possesso dei requisiti richiesti. Quasi nessuno,  risulterebbe in regola con il pagamento della Tarsu, del fitto, come è  previsto dal bando per ottenere un alloggio.  L’amministrazione comunale aveva promesso di approvare una delibera per condonare gli occupanti che non sono in possesso dei requisiti. Delibera che fino ad oggi non è stata approvata.

Situazione difficile da governare considerato che entro la fine di gennaio è previsto l’abbattimento della “Vela Verde” come annunciato dal sindaco Luigi de Magistris che aveva anche garantito un tetto per tutti gli occupanti abusivi.

Tra l’alto i  tempi sono stretti. Il bando  prevede che entro trenta giorni dalla pubblicazione della graduatoria provvisoria i partecipanti possano presentare eventuali ricorsi.  Il 9 Gennaio prossimo scadono i termini per la presentazione dei  ricorsi. La commissione provinciale, composta da rappresentanti di Comune, Regione, Iacp e sindacati degli inquilini,  dovrebbe poi esaminare i ricorsi e formulare la graduatoria definitiva dopo aver sorteggiato tra i concorrenti che occupano la stessa posizione in elenco. Poi bisognerà dare il via ai trasferimenti nelle nuove case. I tempi per l’abbattimento slitteranno inevitabilmente.

                                                                                                                             Ciro Crescentini

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