Il Desk
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche
No Result
View All Result
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche
No Result
View All Result
Il Desk
No Result
View All Result

Napoli, giustizia di classe: un solo padrone Eternit condannato per gli operai morti di amianto

Redazione by Redazione
6 Aprile 2022
in Campania, In Primo Piano, Napoli
0

“Vergogna, vergogna”: le urla all’esterno dell’aula del nuovo Palazzo di Giustizia dei parenti delle otto persone decedute secondo la Procura a causa dell’esposizione alle fibre di amianto nello stabilimento. 

Ancora una volta finisce nell’occhio del ciclone il Tribunale di Napoli. Non solo troppe cause di lavoro si concludono con la vittoria delle aziende e la sconfitta dei lavoratori. Orientamenti alquanto preoccupanti e imbarazzanti. Anche nelle aule di giustizia penale della sezione penale il pensiero unico confindustriale, padronale e liberista avrebbe preso il sopravvento.

La II Corte di assise di Napoli, presieduta da Concetta Cristiano, ha condannato l’imprenditore svizzero Stephan Ernest Schmidheiny a 3 anni e 6 mesi per l’omicidio colposo di Antonio Balestrieri, uno degli operai dello stabilimento Eternit di Bagnoli deceduto per una prolungata esposizione all’amianto con un risarcimento di 3300 euro per gli eredi. Per gli altri 8 casi al centro del processo, i giudici hanno dichiarato il non luogo a procedere per avvenuta prescrizione.

Lo scorso 2 marzo i sostituti procuratori di Napoli Anna Frasca e Giuliana Giuliano avevano chiesto di condannare Schmidheiny a 23 anni e 11 mesi di reclusione per omicidio volontario, in relazione a otto decessi collegati all’esposizione prolungata alla polvere killer.

“Vergogna, vergogna”: le urla all’esterno dell’aula del nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli dei parenti delle otto persone decedute secondo la Procura di Napoli a causa dell’esposizione alle fibre di amianto nello stabilimento. 

Gli otto decessi al centro del processo erano quelli di sei operai della fabbrica di Bagnoli, della moglie di uno di essi (secondo i pm ammalatasi dopo aver lavato per anni le tute di lavoro del marito) e di un cittadino residente nella zona circostante. La Corte ha ritenuto Schmidheiny – già  coinvolto in Italia in vari altri procedimenti penali per i decessi da amianto – colpevole di omicidio colposo per il caso dell’operaio Antonio Balestrieri (morto il 21 ottobre 2009 per mesotelioma pleurico).

L’assoluzione è scattata per il decesso di Franco Evangelista, avvenuta lo stesso anno, per ‘cause ambientali’ dal momento che la vittima abitava in zona ma non era dipendente dello stabilimento.

I casi di altri cinque lavoratori Eternit e della moglie di uno di essi, morti tra il 2000 e il 2006, non sono stati giudicati per intervenuta prescrizione.


All’imputato veniva contesta la morte di otto persone (sei operai e due familiari) determinata, secondo l’accusa, dalle gravi malattie sviluppate per la prolungata esposizione all’amianto subìta non solo nello stabilimento Eternit di Bagnoli ma anche nelle loro abitazioni, dove venivano lavate le loro tute da lavoro.

Non solo. Ad un certo punto, secondo i testimoni, i lavoratori erano costretti a coprirsi la bocca con i fazzoletti perché non venivano più fornite le mascherine. I sostituti procuratori, nel formulare le richieste alla Corte, avevano escluso le aggravanti ma invece tenuto conto, tra l’altro, della condotta sprezzante nei confronti del “sistema giustizia” manifestata dall’’imputato ed evidenziata nelle interviste ai giornali e alle Tv

Secondo Ciro Balestrieri, figlio di Antonio, “la condanna a tre anni e sei mesi è ridicola ed è ancora più ridicolo il risarcimento: 3mila e 300 euro per la vita di mio padre”, dice chiedendo aiuto al presidente Mattarella e al ministro Cartabia “per ottenere giustizia”.

La Cgil – che stamane ha tenuto un presidio di lotta all’esterno del tribunale – assicura di voler essere al fianco delle famiglie delle vittime anche nel giudizio di appello.

Nicola Ricci

“Una sentenza che non fa giustizia: non ci aspettavamo che venissero accolte le richieste del pubblico ministero, ma confidavamo in una sentenza più severa, che avesse la forza di riportare al centro del dibattito la questione amianto, il tema della sua pericolosità e la necessità di portare avanti le bonifiche e di avviarle nei tanti siti ancora presenti con tutto l’assunzione di responsabilità penali. Soprattutto alla luce dei documenti processuali prodotti nel corso del dibattimento. È una “condanna-non-condanna” di una sentenza a metà”. Così il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci. “Non si può pensare – ha proseguito Ricci – che la morte di una persona valga appena 3 anni e 6 mesi, che per un’altra non ci sia responsabilità, mentre le altre sei vittime le ha uccise la giustizia lenta che ha fatto sì che le colpe per quelle morti andassero in prescrizione. Ci sarà il giudizio d’appello e noi – ha concluso il segretario generale Cgil Napoli e Campania – continueremo ad essere al fianco dei familiari e delle associazioni per fare tutto quanto è ancora possibile per ottenere un verdetto più severo“


Le morti registrate tra i lavoratori dell’Eternit di Bagnoli per cause correlate all’esposizione e all’inalazione delle fibre di amianto, secondo i dati diffusi dall’associazione Maipiuamianto, sono state, dal 1939 ad oggi, 902. I casi censiti sono 134 di cancro polmonare, nove di tumore della laringe, 258 di asbestosi polmonare e 65 di mesotelioma. Gran parte di questi lavoratori non sono arrivati in vita all’età della pensione. Una lunga scia di lutti, circa 2.500 a livello nazionale, che ha interessato per decenni gli operai di tutte le fabbriche del Gruppo, da Bagnoli a Casale Monferrato, da Rubiera a Siracusa.

Oramai si fa sempre più strada una giustizia dal doppio binario: debole con i forti e forte con i deboli. Una magistratura che ignora i diritti collettivi. Una giustizia di classe. Nessuna meraviglia. Molti giudici percepiscono in media stipendi che superano i 5 mila euro netti mensili, conducono una vita molto agiata, frequentano ambienti composti da persone agiate, lontani anni luce dalla realtà sociale. Persone che non hanno mai provato sulla propria pelle gli effetti devastanti prodotti da un licenziamento, dalla precarietà, dalle vessazioni, dalle malattie professionali e dagli infortuni mortali.

Ciro Crescentini

Tags: amiantocgileternitgiustizia di classe
Previous Post

Egitto, duecento italiani bloccati in aeroporto da tre giorni

Next Post

Avellino, distributori carburanti nel mirino della Guardia di Finanza: sanzioni e denunce per aumenti ingiustificati

Next Post
Napoli, Guardia di Finanza sequestra centinaia di tamponi rapidi e mascherine ffp2 non a norma

Avellino, distributori carburanti nel mirino della Guardia di Finanza: sanzioni e denunce per aumenti ingiustificati

🕐 Aggiornato il: 06/04/2022 alle 20:57

Le news in evidenza

  • Napoli, alla Galleria Principe assemblea partecipata ma restano perplessità 6 Giugno 2026
  • Aviano, la protesta contro la guerra arriva davanti alla base Usa 5 Giugno 2026
  • Solidarietà a Marco Travaglio e alla redazione de ‘Il Fatto Quotidiano’ 5 Giugno 2026
  • Bagnoli, vertice in Prefettura su legalità e cantieri: resta il nodo delle assunzioni dei disoccupati del territorio 5 Giugno 2026
  • FRU 2026, Napoli capitale delle radio universitarie: tre giorni di incontri, formazione e spettacolo 4 Giugno 2026
  • Referendum contro i finanziamenti pubblici ai giornali: cresce la raccolta firme 4 Giugno 2026

ILDESK è una testata giornalistica registrata

Direttore responsabile Ciro Crescentini. Registrata presso il Tribunale di Napoli n.32 dell’ 08/07/2013. Editore Immediate Media Srl – P.iva 05656330650 Contatti: [email protected]

  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Copyright

© 2013 - 2026. Tutti i diritti riservati Il Desk - Made with ❤ in Italy by IMMEDIATE Media Group.

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche

© 2013 - 2026. Tutti i diritti riservati Il Desk - Made with ❤ in Italy by IMMEDIATE Media Group.