Napoli, furti auto con “cavallo di ritorno”: 29 arresti, molte vittime indagate per favoreggiamento

La misura cautelare riguarda 43 indagati: per 19 si sono aperte le porte del carcere, 10 sono finiti agli arresti domiciliari di cui 6 con il braccialetto elettronico, 14 sono stati sottoposti al divieto di dimora nella regione Campania

Sono stati accertati numerosi casi di estorsioni commesse con la tecnica del cosiddetto “Cavallo di ritorno”: le vittime, molte delle quali indagate per favoreggiamento personale, una volta individuato il “referente” di zona, pagavano le somme di denaro richieste pur di rientrare in possesso dei loro beni. L’operazione, denominata “Febbre da Cavallo”, è culminata questa mattina nell’esecuzione dell’ordinanza emessa dal gip di Napoli nei confronti di 43 persone, indagate a vario titolo per associazione per delinquere, furto, rapina, ricettazione, riciclaggio di veicoli a motore ed estorsione. Per 19 indagati si sono aperte le porte del carcere, 10 sono finiti agli arresti domiciliari di cui 6 con il braccialetto elettronico, 14 sono stati sottoposti al divieto di dimora nella regione Campania. Altre 4 persone, destinatarie del provvedimento, sono attivamente ricercate.Le indagini hanno consentito di individuare una “holding criminale” con base operativa nel quartiere Scampia a Napoli, luogo di residenza del capo dell’organizzazione che si trovava agli arresti domiciliari e gestiva il business del mercato nero dell’intera area nord di Napoli e provincia dei veicoli a motore di provenienza delittuosa. Nel corso delle indagini i militari della stazione dei Carabinieri Quartiere 167 hanno trovato circa 50 auto e moto provento di furto o rapina, restituendoli alle persone offese, la maggior parte dei quali anziani, donne e giovanissimi. Complessivamente sono state accertate oltre 100 fattispecie di reato.

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