Napoli e provincia, farmaci irreperibili: speculano sulla pelle delle persone

Perché certi medicinali vengono a mancare? Le ragioni sono tante e chiamano in causa i diversi attori

Nelle farmacie di Napoli e Provincia risultano irreperibili da alcune settimane e antidolorifici, anticoagulanti, antibiotici. Alcuni di questi farmaci salvano la vita ai malati. Eppure restano irreperibili per mesi, se non addirittura anni.

Una  speculazione ai danni dei cittadini. Significativa la testimonianza di Michela. “Abito a Marano di Napoli. Da giorni è scomparso l’antibiotico Zitromax  prodotto dalla Pfizer. Utilissimo contro la tosse e la febbre. E’ gravissimo che manchi un antibiotico così importante per tutti in un momento così tragico. Cosa aspettano che non ci curiamo e poi finire in terapia intensiva?”   

Altri farmaci mancanti: il Sigmacillina, antibiotico in fiale usato per curare polmoniti e pericarditi; il Movicol, un regolatore intestinale per chi ha problemi di stipsi cronica; l’Ugurol, un antiemorragico; il Duavive, estrogeni per le donne che vanno in menopausa precoce; il Palexia, un antidolorifico post operatorio usato anche sui malati oncologici.

Perché certi medicinali vengono a mancare? Le ragioni sono tante e chiamano in causa i diversi attori.

I grossisti puntano il dito verso le case farmaceutiche, che contingenterebbero la produzione dei loro medicinali nel nostro Paese a vantaggio di mercati esteri più redditizi. Le aziende farmaceutiche accusano i distributori all’ingrosso, sempre più dediti al business del commercio parallelo: esportano farmaci dall’Italia, dove mediamente i prezzi di quelli di classe A sono più bassi, in Paesi dove i prezzi degli stessi medicinali sono più alti. In Danimarca quasi un farmaco su quattro è di importazione parallela. In Svezia è il 19%, in Olanda il 15%, in Germania il 10%.

Va detto che quella del commercio parallelo è un’attività del tutto legale e che a livello europeo sfiora i 5 miliardi e mezzo di euro (anno 2012, fonte Efpia): una pratica che però mina il diritto alle cure dei cittadini residenti nei Paesi da cui i farmaci fuggono.

C’è chi non ritiene esenti da responsabilità neppure le grandi farmacie che hanno ricevuto l’autorizzazione all’esportazione, che preferirebbero, sempre per motivi economici, portare le loro scorte su altri lidi sacrificando i loro clienti tradizionali.

CiCre

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