Nessun controllo sulle iscrizioni, mentre aumentano le morti bianche nei cantieri
A Napoli e in Campania, migliaia di lavoratori edili risultano iscritti ai sindacati senza il proprio consenso, spesso tramite tessere sindacali consegnate in modo ingannevole. In molti casi, le adesioni sono state ottenute promettendo benefici legati alla Cassa Edile, oppure senza che i lavoratori abbiano mai firmato nulla. Le trattenute sindacali, mediamente tra i 150 e i 200 euro ogni sei mesi, vengono gestite proprio dalla Cassa Edile, che le trasferisce ai sindacati, senza verificare la volontà dei lavoratori.
Una testimonianza diretta rivela il modus operandi: “Sono stato avvicinato da un tesseratore di un’organizzazione sindacale in un cantiere edile di Gragnano. Mi ha proposto di farmi avere un contributo primo ingresso in cantiere. Ho dato la mia disponibilità mettendo la firma sotto un modulo. Mi sono ritrovato iscritto al sindacato e ho subito una trattenuta di 200 euro dalle spettanze della Cassa Edile”, racconta Pasquale, 22 anni, giovane manovale.
“Ma il contributo non è un diritto, mi hanno ingannato facendolo passare per un piacere, una concessione“. Significativa la segnalazione di Vincenzo. “Mi ha telefonato un sindacalista e mi ha riferito che in Cassa Edile mancava l’indirizzo Iban da tempo e che non era possibile inviare i relativi assegni per il pagamento della tredicesima. Ho fornito i dati e mi sono ritrovato iscritto al sindacato”
A proposito di
Emerge un sistema che, ogni anno, sottrae milioni di euro agli operai a vantaggio di sigle sindacali spesso scelte dai datori di lavoro per garantire la “pace sociale” nei cantieri. In cambio del silenzio su violazioni contrattuali e mancanza di sicurezza, i sindacati “compiacenti” ottengono iscrizioni forzate e consenso pilotato.
Secondo alcune fonti, solo in Campania oltre 4 mila deleghe sarebbero state sottoscritte a insaputa dei lavoratori, in un contesto di forte competizione interna tra le sigle sindacali.
Numerose segnalazioni raccolte da IlDesk.it, che documentano casi di iscrizioni mai autorizzate e quote sindacali addebitate senza consenso. Vi ricordiamo il nostro indirizzo mail: [email protected]
Sorprendentemente, una delle organizzazioni sindacali coinvolte ha presentato alla Cassa Edile migliaia di nuove adesioni, un dato anomalo e inspiegabile se si considera che, al momento, a Napoli e provincia sono attivi pochissimi cantieri edili, nella stragrande maggioranza di recupero e ristrutturazione. Ci si chiede allora: è in atto un patto occulto tra imprenditori, ordini professionali e sindacati di comodo per garantire la “pace sociale” nei cantieri? Il sospetto è che queste sigle, compiacenti e funzionali, vengano scelte proprio per la loro disponibilità a non creare conflitti, in cambio del monopolio delle iscrizioni e di benefici economici.
La situazione è aggravata da una mancanza di controllo da parte della Cassa Edile, che accetta le deleghe sindacali senza alcuna verifica diretta coi lavoratori. Intanto, nei cantieri aumentano gli incidenti mortali, mentre i sindacati non segnalano violazioni e sembrano più attenti a consolidare il proprio potere che a tutelare i diritti.
Ma c’è di più: sembra che alla Cassa Edile di Napoli centinaia di lavoratori iscritti non abbiano mai fornito il proprio indirizzo IBAN, necessario per ricevere i pagamenti. Perché, allora, gli elenchi di questi lavoratori sono stati trasmessi ad alcune organizzazioni sindacali? E soprattutto: perché non è la stessa Cassa Edile, con i suoi dipendenti, a contattare direttamente i lavoratori interessati? Domande che aggravano i sospetti su una gestione imbarazzante, dove invece di tutelare gli operai, si favorisce la raccolta di tessere a beneficio di pochi.
La degenerazione del sindacalismo si manifesta nell’ascesa di “tesseratori” e “conciliatori sindacali”, figure lontane dal sindacalismo militante, spesso più vicine agli interessi dei datori di lavoro.
In questo scenario, sarebbe quanto mai opportuno un intervento urgente della Guardia di Finanza anche a Napoli, provincia e nella Regione Campania per verificare eventuali responsabilità penali e bloccare immediatamente un sistema che, se confermato, rappresenta una truffa ai danni dei lavoratori e delle istituzioni. Tra l’altro la magistratura ha già avviato indagini in altre città (vedi Torino) con controlli incrociati su iscrizioni e trattenute.
Questa vicenda, esplosa a Napoli, sembra rappresentare solo la punta dell’iceberg di un sistema che, purtroppo, coinvolge anche altre aree del Paese. Le istituzioni sono ora chiamate a ristabilire regole chiare, restituendo ai lavoratori il diritto di scegliere, di essere rispettati e realmente tutelati.
Red

