Napoli, clan si appropria di casa popolare e la rivende: tre arresti a Pianura

In manette tre uomini ritenuti affiliati ai Pesce-Marfella, accusati di essersi appropriati di un appartamento lasciato dalla sua legittima proprietaria, e di averlo rivenduto per 17mila euro, iniziando a perseguitare chi lo aveva acquistato per farsi consegnare altri soldi

Secondo gli investigatori dell’Arma, nel novembre scorso, i tre erano riusciti a ottenere la disponibilità di una casa popolare. A Napoli i carabinieri della stazione Pianura hanno arrestato tre uomini ritenuti affiliati al clan camorristico dei Pesce-Marfella, accusati di essersi appropriati di un appartamento lasciato dalla sua legittima proprietaria, e di averlo rivenduto per 17mila euro, iniziando a perseguitare chi lo aveva acquistato per farsi consegnare altri soldi. A finire in manette sono stati Francesco Ceci, Vincenzo Birra, già noti alle forze dell’ordine e Domenico Di Pietro, incensurato.  Lo scorso gennaio l’appartamento è stato “consegnato”  ad una famiglia che per entrare avrebbe pagato a Francesco Ceci 17mila euro. Il clan però non si sarebbe accontentato e le settimane successive sarebbero state caratterizzate da continui tentativi di “alzare la posta”, con la richiesta di altri 8mila euro. Così sarebbero iniziate minacce, pedinamenti dei componenti il nucleo familiare, accerchiamenti con i motorini in mezzo alla strada, “bussate” incessanti e a tutte le ore al citofono, anche nel cuore della notte. Il capofamiglia si è cosi’ rivolto ai carabinieri e sono scattati gli arresti: gli indagati rispondono di tentata estorsione aggravata da finalità mafiose.

 

 

ASSOCIAZIONE ANTIRACKET: “LO STATO SI RIAPPROPRI DEL TERRITORIO” – L’associazione antiracket di Pianura esprime grande soddisfazione e gratitudine alla Magistratura e ai Carabinieri di Pianura diretti dal comandante Mauro Barionovi per l’importante operazione che inferto un altro duro colpo alla presenza camorristica nelle case popolari del Comune di Napoli.

“È già la seconda volta che, grazie ad una coraggiosa denuncia delle vittime a Via Napoli – dichiara Luigi Cuomo presidente di Sos Impresa – si conferma il pieno controllo della criminalità organizzata del patrimonio immobiliare comunale, auspichiamo che le Istituzioni preposte e responsabili attuino una vera e concreta iniziativa tesa a liberare le case popolari dalla camorra. Dove il territorio è controllato dalla camorra, lo Stato non conta nulla, è necessario, quindi, riappropriarsi del territorio per poter ricostruire la connivenza civile e democratica nella nostra città e nei nostri quartieri. Senza la fiducia dei cittadini onesti è ancora più difficile costruire la collaborazione tra cittadini e Istituzioni necessaria a liberare la società dalla presenza parassitaria dei camorristi”.

“Da tempo la nostra associazione sta conducendo una battaglia accanto alle persone perbene che vivono nelle case popolari e che sono ostaggio della criminalità – afferma Domenico Giordano, presidente dell’associazione antiracket di Pianura – aspettiamo che il Comune di Napoli faccia al sua parte per liberare, insieme alle forze di polizia, queste case e i loro abitanti onesti”. L’associazione ha recentemente discusso di questi temi anche con il Prefetto ed il Questore di Napoli.

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