Napoli, caos per il “patto anti sindaco”: de Magistris furente

Diffuso audio segreto sull’incontro dei consiglieri di maggioranza Buono, Gaudini, Langella, Mundo e Sgambati. Scontenti dell’amministrazione, trapela l’ipotesi di sfiduciare il primo cittadino, il quale replica: “Non mi faccio intimidire”

Al comune di Napoli è la notte dei lunghi coltelli, per il presunto “patto anti sindaco”. Un caso esploso per l’audio, diffuso dal sito dell’edizione napoletana di Repubblica, sull’incontro tra 5 consiglieri di maggioranza: Stefano Buono e Marco Gaudini dei Verdi, Ciro Langella e Carmine Sgambati di Agorà e Gabriele Mundo dei Riformisti democratici. Dall’ascolto dell’audio, registrato da una talpa (o una cimice?), trapela la possibilità di mandare a casa l’amministrazione, votando a maggio con le regionali. Un piano realizzabile, in teoria, da forze che dispongono di 7 voti in consiglio comunale, sufficienti a sfiduciare Luigi de Magistris. I tre partiti appartengono al club degli scontenti del comune di Napoli: nessuno ha un assessore, nonostante evidenti ambizioni.

DE MAGISTRIS: “NON MI FACCIO INTIMIDIRE”

In un video, de Magistris dichiara: “La mia storia personale di uomo delle istituzioni e la storia di questa bellissima e difficile esperienza amministrativa, sono totalmente estranee al metodo, al contenuto e alle modalità con cui si sono espresse alcune delle persone presenti a quell’incontro”. Il sindaco sottolinea che “è evidente e si comprende la rabbia di alcuni proprio per come noi governiamo la città. Noi andremo avanti determinati come sempre perché mentre qualcuno pensa al suo interesse personale, io e la mia squadra pensiamo all’interesse dei cittadini e ai problemi di questi giorni che non sono pochi, io non mi lascio intimidire”.

Inoltre, bolla “quelle istanze” come “meschinità umane e politiche”, ed annuncia che “nei confronti di alcuni prenderemo la dovuta distanza politica anche dal punto di vista formale. I napoletani hanno votato i consiglieri perché facciano gli interessi dei cittadini e non l’interesse personale”. “Io rispondo ai cittadini – aggiunge de Magistris – che possono essere assolutamente sicuri della mia onestà, trasparenza e correttezza”.

LE REAZIONI DEI CONSIGLIERI INTERCETTATI

Sono improntate al minimizzare l’accaduto, le reazioni dei consiglieri “intercettati”. “Un momento di stanchezza, una chiacchierata tra colleghi – affermano Mundo e la collega di gruppo Manuela Mirra- non può cancellare oltre tre anni di intenso e collaborativo lavoro fatto in consiglio comunale a sostegno dell’operato del Sindaco de Magistris a cui rinnoviamo la totale fiducia. Davvero spiacevole che un audio costruito ad arte da chi non vuole il bene della città sia filtrato oltre le mura di un colloquio che neppure si può definire politico ma esclusivamente di un caffè preso con colleghi di lavoro”.

Langella, invece, prende “nettamente le distanze dalle parole di alcuni consiglieri comunali in merito al rapporto tra Consiglio comunale e sindaco”. Ma conferma “quanto ho detto in merito al consenso elettorale di cui godono alcuni consiglieri, grazie al lavoro svolto nel corso degli anni”. “Trovo sconcertante – protesta il consigliere di Agorà – il lavoro di copia e incolla per associare registrazioni catturate in momenti e in contesti diversi. La legge assegna, solo e esclusivamente, al Sindaco la responsabilità di nominare gli assessori ed io mai mi permetterei di fare certe affermazioni, prive di alcun rispetto istituzionale. Pur ritenendo necessario un rilancio dell’azione amministrativa, continuerò lealmente a sostenere l’operato del sindaco”.

Buono ammette “che i toni registrati possano apparire forti, sicuramente condannabili”, e rivela che “anche la mia famiglia ed i miei elettori, a cui chiedo scusa, non mi riconoscono in quell’audio per i toni sicuramente folkloristici dettati dalla circostanza di trovarmi in un luogo non aperto al pubblico ed alla presenza di colleghi con cui animatamente mi confrontavo”. Per quanto “i contenuti della conversazione appartengono ad un gergo politico, oggi comunissimo in ogni consesso civico, mediante il quale si discute di ruoli politici ai quali tutti, anche quelli che oggi mostrano la purezza d’animo, legittimamente aspirano essendo stati eletti dalla città”. Per Buono, insomma, nessuno scandalo: “Tutto nei rigorosi limiti del gioco delle parti politiche e del rispetto delle prerogative che la legge assegna al Sindaco. Tra l’altro, il nostro intento, più volte apparso sui quotidiani, coincide con la volontà di candidare a componente della futura giunta comunale, una delle migliori risorse del nostro partito”.
Gaudini precisa: “Ho partecipato per pochi minuti ad una chiacchierata avvenuta tra alcuni consiglieri di maggioranza, che è stata registrata ed utilizzata per un attacco strumentale del quale ancora mi sfugge il senso”. Anche lui ritiene siano “state dette cose utilizzando toni sbagliati, folkoristici e fuori luogo”. Tuttavia “chi mi conosce sa bene che in questi anni non ho mai fatto mancare insieme al mio partito, lealtà, collaborazione e sostegno all’amministrazione guidata dal Sindaco Luigi de Magistris”. E quindi “il solo scopo era quello di mettere a disposizione progetti, idee, esperienze e competenze. Questo legittimo intendimento è stato alterato dal linguaggio e dai toni della discussione”.

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