Napoli, blitz attivisti negli uffici Asl: “pensate ai malati, non ai milioni. Subito assistenza pubblica domiciliare”

Annunciate altre iniziative il 19 dicembre

Attivisti delle reti sociali e delle Brigate di mutualismo sanitario nei quartieri hanno organizzato stamattina un’azione di lotta simbolica negli uffici del direttore generale della ‘Asl Napoli 1, Ciro Verdoliva per protestare contro il mancato funzionamento delle USCA (Unità  di assistenza domiciliare per i pazienti Covid) . “Ci chiediamo dove siano le USCA per l’assistenza domiciliare ai malati covid – spiega Mauro del comitato per l’Ospedale San Gennaro – Ad ora, otto mesi dopo il decreto Rilancio, diverse unità (a Napoli circa il 50%) non sono state attivate e a pagarne lo scotto sono i cittadini. E alcune funzionano al minimo limitandosi ai tamponi. Mentre in Emilia ad es. sono già oltre ventimila le prestazioni erogate. Ma a Napoli sono i distretti sanitari che in generale sono ancora molto sottodimensionati rispetto agli organici, soprattutto mancano i medici di base”.

Allo stesso modo i tamponi presso laboratori privati con prescrizione medica ma a pagamento e non convenzionati discriminano l’accesso al diritto alla cura in questa fase di emergenza – spiegano gli attivisti – Invece è solo con un potenziamento della sanità pubblica di base e del tracciamento, unitamente alla messa in sicurezza degli ospedali e delle Rsa che si potrà contenere gli effetti ancora drammatici di una terza ondata di contagi – aggiungono i manifestanti – La mancata messa in sicurezza del resto ha spinto a chiudere gli ambulatori pubblici con altro grave danno alla salute collettiva e grandi profitti per la Sanità Privata, vera beneficiaria di questa situazione. Stamani è stato anche consegnato e distribuito un documento con dieci questioni chiave per la Sanità Campana“. “Dopo l’assemblea in piazza all’ospedale San Gennaro di alcune settimane fa e l’iniziativa di oggi, la lotta per il rilancio della Sanità pubblica continua: Sabato 19 dicembre alle ore 10.00 si terranno altri presidi all’ospedale Cardarelli e all’ospedale del Mare in solidarietà al personale sanitario per contestare le vergognose dichiarazioni del presidente De Luca che ha scaricato sugli operatori sanitari l’inadeguatezza del nostro sistema regionale – concludono gli attivisti – Rilanciare la Sanità pubblica contro i tagli e la dismissione che l’hanno demolita in questi anni è il messaggio più importante che viene a tutte e tutti dalla tragedia umana e sociale che stiamo vivendo“.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest