Movimento demA:”Il Patto per Napoli lo pagheranno i cittadini”

L’accordo tra il Comune e il governo resta materia oscura per il consiglio

In merito al “Patto per Napoli” scende in campo Rosaria Galiero, portavoce del movimento demA. In una nota Galiero sottolinea che “Il patto prende forma. Una forma che al momento possiamo cercare di capire solo dalle dichiarazioni e relazioni dell’assessore Baretta, perchè il testo dell’accordo resta materia oscura sia per il Consiglio Comunale, sia per la città   che ne uscirà  vincolata dalla firma per 21 anni”.

Rosaria Galiero

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Il piano delle tre R, Ripartenza, Riorganizzazione e Rilancio sosterrà  il prezzo dell’accordo che porterà  alla città 1,2 miliardi in 21 anni per i quali il Comune si impegna a recuperare con risorse proprie una cifra pari ad un quarto, circa 307.887.400,19 così descrive l’assessore nella sua relazione – spiega Galiero – Si ottiene solo una minima parte di quello che hanno tagliato alla città  per anni e chi meglio dell’assessore Baretta conosce questa storia, perchè prima di indossare i panni dell’assessore al bilancio del Comune di Napoli era proprio dall’altra parte, nel luogo delle decisioni in cui si sono consolidati questi tagli, nel luogo in cui se squillava il telefono e se la chiamata partiva da Napoli non si rispondeva. Ma per ottenere i soldi il Comune si impegna sulla pelle dei napoletani, dopo aver messo al sicuro stipendio alto per sindaco ed assessori. Nel momento più drammatico del Paese, nella ripartenza dalla pandemia, con il Paese infiammato dalle proteste per i rincari e per l’insostenibilità  dei costi della vita, il modo per dimostrare di essere bravi e ricevere un minimo di quello che avremmo dovuto avere in passato è aumentare l’addizionale Irpef, che è fastidioso ma necessario sostiene l’assessore, l’introduzione della tassa di imbarco accompagnata ad un’energica attività  di riscossione mediante società specializzata del settore e interventi sul patrimonio“.


Per le partecipate sotto sotto lavorano alla privatizzazione alla luce anche del disegno di legge concorrenza della maggioranza draghiana. Lo stesso assessore nella relazione incalza e spiega che saranno anni duri, definiti di ”emergenza” che serviranno a sostenere il costo dell’accordo firmato con il Governo i cui risultati non saranno visibili prima di 5 anni. E pensare che noi senza quel miliardo e passa abbiamo governato Napoli portandola dalla città  dei rifiuti in salsa Pd alla città della cultura e del turismo”, sottolinea Galiero.


Quindi per Baretta l’emergenza per combattere l’emergenza.
Una novità insomma. I conti possono pure tornare ad un certo punto quello che non torna invece è la fiducia di chi aveva creduto ad un cambiamento finanziario epocale che non ci sarà 
– conclude – Il debito ingiusto non lo debbono pagare i napoletani, non dobbiamo dimostrare a nessuno di meritare il diritto a ricevere quanto occorre per sostenere la città , quanto previsto dalla Costituzione. Abbiamo già  pagato abbastanza.
Abbiamo già subito abbastanza. Questo patto puzza d’inganno – la montagna ha partorito il topolino, quello che non avete dato e quello che darete sono solo una parte del risarcimento che dovete alla Città, per quello che potevate ed avete scelto di non fare insieme alla parte politica che si è nutrita delle nostre disgrazie”

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