Mezzi pubblici, in Campania torna il carico pieno: restano le mascherine

Da giovedì 9 luglio stop all’obbligo di distanziamento. Ecco tutte le prescrizioni per gli esercenti

Trasporto pubblico, arriva la svolta in Campania: stop al distanziamento, torna l’occupazione piena dei mezzi, da giovedì 9 luglio. Resta, tuttavia, l’obbligo di mascherina. La novità arriva dall’ultima ordinanza di De Luca, firmata il 4 luglio. Nell’allegato al provvedimento si stabilisce: “È consentita, per tutti i mezzi, nessuno escluso, l’occupazione del 100% dei posti seduti complessivi, per i quali il mezzo è omologato”. La decisione è presa in deroga all’obbligo di distanziamento interpersonale di almeno 1 metro, e al coefficiente di riempimento dei mezzi, fissati dal Dpcm dell’11 giugno scorso. Le misure si applicano al trasporto pubblico regionale/locale di linea ferroviario, metropolitano, automobilistico, tramviario, costiero. In oltre, anche a quello non di linea e ai servizi autorizzati (taxi, noleggio con conducente, autobus a fini turistici, inclusi i servizi atipici e il noleggio con/senza conducente). Alla base dell’ordinanza, una necessità: l’incremento della domanda di utilizzo del servizio, in coincidenza della progressiva riapertura delle attività economiche. “Compreso – si specifica – il ritorno in ufficio per la maggior parte dei lavoratori pubblici/privati e al conseguente spostamento dei lavoratori pendolari, nonché alla graduale ripresa dell’attività turistica nei territori della Campania”. Il ritorno alla normalità, tuttavia, è subordinato ad una serie di condizioni. Tanto per cominciare “resta inteso che tali misure potranno essere rimodulate in funzione dell’evoluzione dello scenario epidemiologico”. Poi, rimane il divieto di accesso, qualora un utente manifesti sintomi di infezioni respiratorie acute (febbre, tosse, difficoltà a respirare). L’obbligo di distanziamento, inoltre, va ancora garantito nelle stazioni, nelle fermate, nelle aree di imbarco. Idem per l’utilizzo dei dispositivi di protezione, a bordo dei mezzi. I passeggeri, inoltre, devono procedere ad “una adeguata igienizzazione delle mani o, in alternativa, indossare i guanti”. Capitolo aria, di non semplice applicazione: il ricambio va assicurato in modo costante, “predisponendo in modo stabile l’apertura dei finestrini, qualora possibile, e di altre prese di aria naturale o mediante l’apertura prolungata delle porte nelle soste dei mezzi”. Per quanto riguarda i treni, “si suggerisce di eliminare la temporizzazione di chiusura delle porte esterne alle fermate, al fine di facilitare il ricambio dell’aria all’interno delle carrozze ferroviarie”. Spinosa questione: gli impianti di condizionamento. Qui è “obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria. In ogni caso, vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e/o attraverso l’impianto, e va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri”. Da prevedere anche una periodica pulizia e disinfezione dei mezzi. Un’attenzione particolare, tra l’altro, è riservata alla seduta dei passeggeri. “Deve essere utilizzata dall’utente – prescrive l’ordinanza – esclusivamente a tal fine, senza apposizione di materiale o altre forme di invasione delle sedute laterali e frontistanti”. Non è tutto: protocolli di sicurezza vanno adottati per la vendita e la verifica dei titoli di viaggio. “Per la vendita – afferma il provvedimento-, è sempre consigliabile l’acquisto dei titoli di viaggio mediante apparecchiature automatiche e/o online, nonché usufruire delle funzionalità centralizzate del sistema di vendita regionale”. E infine, la disposizione più ardua: obbligo per gli esercenti servizi di trasporto pubblico di effettuare puntuali controlli sull’applicazione delle presenti misure. Qui sono leciti i maggiori timori.

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