Metropolitana di Napoli, l’Usb rilancia l’allarme sicurezza nelle stazioni

Ieri la brutale aggressione a martellate in testa, subita da un dipendente Anm. Il sindacalista Vallini: “Tagliati il numero e i presidi delle guardie giurate, molte aree sguarnite o con personale non armato. Una scelta sbagliata”

“Una violenza inaudita, un attentato alla vita di un lavoratore avvenuta sul proprio posto di lavoro”. Così Adolfo Vallini, sindacalista dell’Usb, all’indomani commenta l’aggressione subita da un agente di stazione (non guardia giurata, come riferito in precedenza) della metropolitana di Napoli, linea 1. Il dipendente Anm, ieri sera, è stato colpito a martellate in testa (nella foto la ferita), all’interno della stazione Dante. Medicato in ospedale, non è in pericolo di vita, ed è stato anche dimesso. Ma il gesto, probabilmente di uno squilibrato, poteva costargli caro. “Un atto grave che – scrive Vallini su Facebook – non può e non deve restare impunito. Le stazioni e i mezzi pubblici dovrebbero ritornare ad essere luoghi sicuri e non, come da tempo avviene in tutto il Tpl, teatri di violenza e terra di nessuno. L’aggressione di ieri avvenuta ai danni dell’agente di stazione dell’Anm è solo l’ultimo campanello di allarme, in ordine di tempo, di un sistema di prevenzione della sicurezza aziendale che pone molteplici interrogativi sulla propria efficacia ed efficienza rispetto alle misure applicate”.
Il sindacalista spiega: “Succede infatti che il numero e i presidi delle guardie giurate sono stati rimodulati in riduzione. Molte stazioni ne sono completamente privi mentre, in altre, le guardie giurate sono state sostituite dal personale non armato”. Per Vallini “una scelta sbagliata, forse volta al risparmio, che di fatto priva gli operatori dell’Anm e i cittadini utenti del giusto presidio teso a garantire la sicurezza e la regolarità dell’esercizio”. Pertanto, “a seguito di questo grave episodio l’Anm dovrebbe rivedere e potenziare il documento di valutazione dei rischi, investendo in sicurezza”.

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