Mercato San Severino: cinque persone in manette per furto d’auto

Tra gli arrestati due uomini di Cercola, due di Mercato San Severino e uno di Castel San Giorgio

Cinque persone finiscono in manette con l’accusa di furto e ricettazione di auto. Una vera e propria organizzazione specializzata nel furto di automobili è stata sgominata dai carabinieri della compagnia di Mercato San Severino, al termine delle indagini partite nel maggio del 2017. Infatti, lo scorso anno i carabinieri fecero irruzione in una carrozzeria di Mercato San Severino e qui trovano non solo un auto rubata, ma anche numerose centraline di altre autovetture tutte rubate. Nei cinque mesi di indagine i carabinieri sono riusciti a ricostruire l’attività della gruppo di ladri. La banda era composta da cinque persone, due di Cercola nel napoletano, due di Mercato di San Severino ed una di Castel San Giorno. Ognuno di loro con un compito ben preciso, rubare le auto, smontarle e piazzare i pezzi di ricambio, ed ancora per altre autovetture ripulirle con un nuovo numero di telaio, per poi rivenderle. Le indagini inoltre hanno portato ad accertare che molti dei furti erano su commissione. La gran parte delle vetture, rubate, erano di media e grossa cilindrata. La maggior parte dei furti veniva compiuta nei parcheggi incustoditi dell’università, ma anche nei comuni della Valle dell’Irno e del napoletano. Le indagini hanno consentito anche di far luce su un tentativo di estorsione fatto con il classico cavallo di ritorno. Vittima un ragazzo al quale avevano rubato un auto del valore di circa 20 mila euro. Il ragazzo l’aveva parcheggiata vicino ad un bar di Mercato San Severino quando gli fu rubata e per la restituzione fa dovuto pagare alla banda 3000 euro. Numerose le auto recuperate dai militari, 6 delle quali restituite ai proprietari. Le indagini che hanno portato al sequestro dell’officina e all’arresto dei malviventi. I 5 indagati a vario titolo dovranno rispondere di concorso aggravato di furto di autovetture, riciclaggio e ricettazione ed estorsione, tre degli indagati sono stati condotti in carcere mentre per gli altri due sono agli arresti domiciliari

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