M5S sotto attacco per intercettazioni di Quarto: “Noi parte lesa”. Ecco le frasi dell’indagine

L’imprenditore sospettato di legami col clan Polverino: “Adesso si deve portare a votare chiunque esso sia, anche le vecchie di ottant’anni. Si devono portare là sopra, e devono mettere la X sul Movimento 5 Stelle”

QUARTO – Il M5S sotto gli attacchi delle altre forze politiche, dopo la nuova diffusione delle intercettazioni sul caso Quarto (uscite il 23 dicembre sul Fatto). La Stampa pubblica una telefonata del primo giugno 2015, tra il primo e secondo turno delle comunali. A parlare è Cesarano, imprenditore sospettato di collusioni col clan Polverino, e sembra dare indicazioni di appoggiare al ballottaggio il candidato a sindaco dei Cinque Stelle, Rosa Capuozzo: “Adesso si deve portare a votare chiunque esso sia, anche le vecchie di ottant’anni. Si devono portare là sopra, e devono mettere la X sul Movimento 5 Stelle”. Per la Dda, Cesarano si riferisce anche a Giovanni De Robbio (nella foto), l’ex consigliere espulso dal M5S, indagato per voto di scambio ed estorsione aggravata nei confronti del primo cittadino. “Ha preso 890 voti – dice l’imprenditore ad una persona di fiducia – è il primo degli eletti. Noi ci siamo messi con chi vince, capito?”. E ancora: “L’assessore glielo diamo noi praticamente. E lui ci deve dare quello che noi abbiamo detto che ci deve dare. Ha preso accordi con noi. Dopo, così come lo abbiamo fatto salire cosi’ lo facciamo cadere”. Secondo la Dda, nei piani di Cesarano ci sarebbe l’affidamento dello stadio di Quarto. Un affare per cui De Robbio avrebbe esercitato pressioni sul sindaco. E Capuozzo precisa all’Ansa che le intercettazioni “non aggiungono nulla a quanto già letto nei giorni scorsi. C’e’ solo – afferma . una visione distorta dei fatti. Riguarda il campo sportivo di proprietà comunale. Ne abbiamo ripreso la gestione non per affidarlo a privati ma per promuovere lo sport per il sociale”. Riguard De Robbio “il rapporto tra noi  – dichiara il primo cittadino – si era deteriorato proprio per la questione dello stadio. Io sentivo la pressione politica, non le minacce. Mi chiedeva di programmare una gestione affidata a privati. Non ero d’accordo. Era anche contro il nostro programma amministrativo. Per questo motivo non appoggiai la sua candidatura a presidente del consiglio comunale”.

 

IL M5S: “SIAMO PARTE LESA” – Stretto nella morsa degli attacchi il M5S, in particolare quelli del Pd, che punta il dito contro la “doppia morale” grillina e invoca “chiarezza” su ipotesi “gravissime, inquietanti”. La prossima settimana i Dem chiederanno di audire il sindaco M5s di Quarto in commissione Antimafia. Con una nota il Movimento 5 stelle afferma che “sono decenni che la mafia prova a infiltrarsi nella politica e quando ha incontrato Forza Italia e il Pd ci ha fatto affari, piazzando anche i suoi uomini in Parlamento. Quando ha provato ad avvicinarsi al M5S – sostiene il movimento – è stata messa alla porta. Questo è accaduto a Quarto, dove il M5S ha espulso De Robbio prima ancora che fosse indagato ed oggi è parte lesa”. “Fa francamente ridere – aggiunge la nota – che sia il Pd a ergersi a cattedra morale della politica, un partito che con la mafia ci è andato a braccetto finora, che è persino stato in grado di sostenere un condannato come De Luca alla presidenza della Regione Campania in una lista-ammucchiata sostenuta da Ciriaco De Mita. Fa ridere sì, che sia il Pd, che oggi ha fatto della questione morale una reliquia, ad avanzare lezioni di trasparenza nei confronti dell’unica forza politica onesta e pulita, qual è il M5S”.

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