La retorica della legalità non basta più
A Salerno va in scena il XVIII Congresso nazionale della Filca Cisl. L’appuntamento, che si svolgerà dal 4 al 6 giugno al Grand Hotel, si presenta come una grande kermesse sindacale all’insegna del “coraggio della partecipazione” e del “nuovo umanesimo negli Enti bilaterali delle costruzioni”. Parole altisonanti. Parole vuote.
Mentre a 60 chilometri di distanza, a Napoli, alla Cassa Edile – governata proprio dalla Filca Cisl partenopea insieme ad altre organizzazioni sindacali – si consuma uno scandalo dai contorni gravi e inquietanti, la dirigenza nazionale del sindacato delle costruzioni si prepara a sfoderare buone intenzioni, slogan e strette di mano istituzionali. Tra gli ospiti previsti ci saranno la ministra del Lavoro Marina Calderone, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, Federica Brancaccio, Presidente ANCE Luca Bianchi, Direttore Generale SVIMEZ, Natale Forlani, Presidente INAPP e tanti altri.
Tutti pronti a parlare di lavoro, qualità, tecnologia, legalità. Nessuno, fino ad ora, ha speso una parola sulle irregolarità clamorose che stanno emergendo nella Cassa Edile di Napoli.
Un “nuovo umanesimo” sulle macerie di un sistema corrotto?
Il paradosso è evidente. Mentre la Filca Cisl nazionale propone la nascita di un nuovo umanesimo per gli enti bilaterali – cioè Casse Edili ed Enti di Formazione – alla Cassa Edile di Napoli si è scoperto un meccanismo opaco fatto di truffe, falsificazioni, malaffare. Uno scandalo esploso proprio grazie alla denuncia di un operaio, raccolta da un dirigente della Fillea CGIL. Un atto di coraggio che ha scoperchiato un sistema consolidato determinando l’apertura di un’indagine interna.
Un’indagine interna, voluta dal presidente della Cassa Edile di Napoli Rodolfo Girardi e coordinata dal direttore Mattia D’Acunto che ha già portato alla luce oltre 300mila euro di somme indebitamente percepite. Ma questo è solo l’inizio. Le pratiche irregolari esaminate sono una minima parte del totale. Il sospetto, fondato, è che il danno finale sia ben più grave. Le carte finiranno alla Procura della Repubblica di Napoli.
Operai usati come pedine. C’è chi ha firmato moduli senza sapere, c’è chi rischia una denuncia
Secondo quanto emerso, le truffe sarebbero state realizzate a nome di decine di operai ignari. In alcuni casi, come denuncia una moglie di un operaio alla nostra redazione, un sindacalista ha fatto firmare documenti senza spiegare nulla, promettendo sussidi. “Abbiamo ricevuto dei soldi, alcuni operatori di un sindacato ci avevano contattato proponendoci la possibilità di ricevere delle prestazioni assistenziali dalla Cassa Edile di Napoli – racconta – ma ora scopriamo che rischiamo una denuncia. E mio marito è stato pure iscritto al sindacato senza saperlo”.
Sussidi elargiti senza requisiti, assegni di natalità a chi non ne aveva diritto, rimborsi malattia con certificati falsi, premi studio per lauree mai conseguite. Una lista nera di frodi, con la firma di tre operatori legati a una “nota organizzazione sindacale” che già in passato aveva fatto parlare di sé per metodi discutibili nella raccolta delle iscrizioni.
E mentre il sistema crolla, a Salerno si parla di partecipazione e legalità
Dunque, mentre a Napoli si indaga su un sistema costruito sulla pelle dei lavoratori, a Salerno la Filca Cisl convoca ministri, governatori e accademici per discutere di “legalità nel settore” e “qualità del lavoro”. Ma con quale credibilità? È legittimo chiederselo.
Non una parola, almeno fino ad ora, sullo scandalo napoletano. Nessuna assunzione di responsabilità pubblica da parte del sindacato che governa quella Cassa Edile. Nessun commissariamento, nessun gesto di trasparenza verso i lavoratori coinvolti e spesso vittime inconsapevoli. Al contrario, si preferisce voltare lo sguardo, mentre si invoca un fantomatico “umanesimo” nei rapporti bilaterali.
Il vero coraggio? Rompere il silenzio
A questo punto, il “coraggio della partecipazione”, evocato nello slogan congressuale, dovrebbe partire da un gesto semplice e dovuto: dire la verità ai 300mila iscritti Filca, ai 350 delegati che interverranno a Salerno, ai lavoratori delle costruzioni che ogni giorno si spaccano la schiena nei cantieri, spesso senza diritti né tutele. Dire la verità e rimuovere dirigenti e operatori sindacali che non hanno vigilato o hanno avallato la truffa emersa dalla Cassa Edile di Napoli ai danni dei lavoratori.
Al congresso della Filca Cisl nazionale di Salerno sarà lanciata la proposta di un “nuovo umanesimo negli enti bilaterali” e viene da chiedersi: ma quale umanesimo, esattamente? Quello dei figli, cugini e amici sistemati in enti paritetici come fossero aziende di famiglia? Perché se davvero è questo il modello da “umanizzare”, allora serve più che un nuovo umanesimo… un nuovo codice penale.
Difficile immaginare un’etica del lavoro che parta dalle Casse Edili trasformate in poltronifici, dove il merito è un optional e la fedeltà sindacale l’unica credenziale. Eppure, sarà proprio in quei luoghi – oggi al centro di indagini e scandali – che la Filca Cisl dice di voler piantare i semi del rinnovamento. A chi ci crede, auguri.
La legalità, se invocata nei convegni, va difesa anche – e soprattutto – quando chi dovrebbe rappresentarla finisce sotto accusa. Servono trasparenza, riforma reale degli enti bilaterali, controlli esterni. Non bastano le parole, servono fatti. Fatti concreti, non umanesimi di facciata. Servono commissariamenti.
Finché questi nodi non verranno affrontati, nessun congresso potrà riscattare la dignità del lavoro nel settore delle costruzioni.
Red

