Imprenditore ucciso a Quarto, 6 arresti: c’è anche il boss Polverino

Secondo la Dda di Napoli Enrico Amelio, freddato 10 anni fa dai killer, pagò con la vita l’intromissione dello zio nella trattativa per l’acquisto di alcuni fondi che avevano suscitato l’interesse del clan

Fu ammazzato il 10 ottobre di 10 anni fa a Quarto, quando i killer gli esplosero contro numerosi colpi di pistola, uno dei quali gli recise l’arteria femorale. Oggi per l’omicidio dell’imprenditore edile Enrico Amelio sono state eseguite dai carabinieri sei misure cautelari in carcere, disposte dal gipo del tribunale di Napoli. Una riguarda il boss Giuseppe Polverino. Secondo gli inquirenti della Dda di Napoli, che hanno raccolto le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, il movente di quell’agguato fu l’intromissione di Leonardo Carandente Tartaglia, zio materno della vittima, nella trattativa per l’acquisto di alcuni fondi che avevano suscitato l’interesse del clan.

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