Immigrati alle primarie, de Magistris sfotte il Pd: “Mi candido a commissario”

Il sindaco sull’ennesimo presunto caso di “truppe cammellate”: “Ho il legittimo sospetto che non sia un caso isolato”

L’ennesimo caso di “truppe cammellate”? “Quello che accade in occasione delle primarie del Pd a Napoli e dintorni è surreale” dice Luigi de Magistris, commentando il video di Fanpage.it in cui un migrante, ospite del centro di accoglienza San Vito di Ercolano, sostiene di essere stato accompagnato al seggio con altri ospiti. L’uomo afferma di aver ricevuto  l’indicazione di votare “il terzo nome sulla scheda”, ossia Matteo Renzi. E a Renzi il sindaco di Napoli manda a dire: “Visto che ama i commissariamenti ci proponiamo per fare i commissari”, poiché le primarie del Partito democratico per la terza volta sono “inquinate” da episodi poco chiari. “Ho il legittimo sospetto – dichiara de Magistris- che non sia un caso isolato. Ogni partecipazione democratica, che sia online o come le primarie nei seggi, è bella ma non quando viene inquinata”.

 

TARTAGLIONE: “DE MAGISTRIS COME LA VOLPE DI ESOPO” – “Dopo aver presentato a Roma il suo nuovo racconto di fantasia sulla ‘Napoli che non c’è’, il sindaco della rivoluzione ‘usa e getta’ è tornato alla sua antica ossessione: Matteo Renzi e il Partito democratico. Pur di distogliere l’attenzione dal disastro della città reale, si avventura in un’analisi, questa davvero surreale, sulle primarie, alludendo a irregolarità che solo lui conosce e svelando il suo sogno di diventare commissario del Pd”. Così il segretario regionale del Pd Campania, Assunta Tartaglione, replica alle dichiarazioni del sindaco di Napoli. “Per chi ha creato il partito degli amici e dei parenti sarebbe bello – afferma Tartaglione – poter far parte di una comunità di migliaia di persone che democraticamente scelgono il loro leader. Così scoprirebbe che la democrazia nel Pd si esercita anche attraverso gli organismi che in queste ore stanno vagliando le presunte irregolarità per dare piena legittimazione al voto dei cittadini. Nell’invitarlo a occuparsi dei tanti problemi della città, gli consiglio di rileggere quella bella favola di Esopo in cui la volpe che non riesce a raggiunge l’uva si ostina a ripetere che è acerba”.

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