Il “sistema Salerno” sta crollando: De Luca indagato per concorso in corruzione

L’inchiesta sugli appalti truccati al Comune. Questa mattina, gli agenti della Squadra Mobile hanno notificato al presidente un avviso di proroga indagini nei locali del Genio Civile dove lo “sceriffo” si trovava per registrare la consueta diretta settimanale che va in onda sui canali social.

Si articola e si allarga l’inchiesta sugli appalti truccati al Comune di Salerno, i rapporti tra i politici regionali e locali e cooperative, il presunto scambio tra voti e favori. Nel mirino della Procura della Repubblica e della Squadra Mobile è finito anche il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, indagato per concorso in corruzione.

Il procuratore Giuseppe Borrelli, e la Squadra Mobile, diretta da Marcello Castello, indagano sui rapporti tra politici, cooperative e sul presunto scambio tra voti e favori. L’inchiesta in corso ha già portato agli arresti domiciliari uno dei fedelissimi del governatore De Luca, il consigliere regionale Nino Savastano.  Il manager delle Cooperative Fiorenzo Zoccola avrebbe dirottato i voti delle cooperative in cambio della disponibilità di Savastano.

Questa mattina, gli agenti della Squadra Mobile di Salerno hanno notificato a De Luca un avviso di proroga indagini nei locali del Genio Civile di Salerno dove il governatore si trovava per registrare la consueta diretta settimanale che va in onda sui canali social.

La vicenda che ha interessato De Luca, da quanto si apprende, è legata alla gestione delle cooperative sociali del Comune di Salerno, per la quale nelle scorse settimane erano state eseguite anche dieci misure cautelari.

Nell’inchiesta risultavano coinvolte 29 persone, tra cui anche il consigliere regionale Nino Savastano (ai domiciliari), il dirigente del settore Ambiente del Comune di Salerno, Luca Caselli (inizialmente agli arresti domiciliari poi rimesso in libertà  dal Tribunale del  Riesame, e il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli (indagato).

Sebbene il governatore della Campania non fosse inizialmente indagato, il suo nome era comparso già negli atti dell’inchiesta. Nel corso delle indagini, ad esempio, era stata documentata una cena avvenuta a febbraio 2020 e alla quale aveva partecipato anche De Luca insieme ad alcuni rappresentanti delle società  cooperative. Una fattura rinvenuta durante la perquisizione effettuata dalla Polizia è un ulteriore e interessante dettaglio. La cena al ristorante del Golfo, costò 650 euro e fu pagata dalla cooperativa Terza dimensione. L’incontro, secondo la Procura di Salerno, era stato organizzato dall’imprenditore Fiorenzo Zoccola, ritenuto dagli investigatori il ‘ras‘ delle cooperative sociali del Comune di Salerno.

Proprio l’imprenditore Zoccola in queste settimane ha reso due interrogatori fiume di 15 ore, prima dinanzi al gip Gerardina Romaniello e poi alla presenza del procuratore Giuseppe Borrelli e dei sostituti Elena Cosentino e Guglielmo Valenti.

Nei verbali, parte dei quali sono ancora coperti da numerosi ‘omissis’, sarebbe più volte comparso il nome di De Luca. Zoccola, ad esempio, aveva spiegato ai magistrati che i riferimenti politici della sua cooperativa fossero “esclusivamente Vincenzo e Roberto De Luca”, uno dei figli del Governatore, mentre “con Piero De Luca non ho rapporti perchè non c’è affinità“. Da De Luca, inoltre, Zoccola – secondo quanto riportato – avrebbe ricevuto indicazioni politiche per la ripartizione dei voti in occasione delle Regionali 2020: “Tra Savastano e Picarone, la ripartizione, nella misura del 70 e 30%, fu da me veicolata alle altre cooperative che avrebbero dovuto tenerne conto proprio in considerazione del fatto che anche il rispetto di tali indicazioni faceva parte dell’equilibrio che si doveva garantire“. Ricostruzioni che, naturalmente, dovranno essere verificate nel corso dell’inchiesta.

CiCre

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