Il Comune sfratta centro multiculturale, appello a de Magistris dall’attrice Maria Luisa Santella

Il Dream’s Theory si trova nel quartiere Avvocata ed è stato fondato dall’artista assieme al pittore Michele Gentile

Un appello al sindaco de Magistris contro lo sfratto del centro multiculturale Dream’s theory di piazza Cesarea, nel centro storico. Lo lancia con una lettera aperta l’attrice Maria Luisa Santella, fondatrice del centro insieme al pittore Michele Gentile.

 

 

Dopo anni di gloriosa attività siamo costretti a mettere la parola fine al nostro centro multiculturale italoaustraliano fondato a Napoli nel 1998 a causa della persecuzione del Comune di Napoli. Dall’Australia, dove con successo ci eravamo stabiliti lavorando con l’Academy of performing Arts e collaboravamo con l’Australia Council for the Arts, per il lavoro svolto in campo artistico otteniamo la cittadinanza australiana, nel 1998 richiamati dalle sirene di un illusione, “Il Rinascimento Culturale di Napoli”, di Bassoliniana memoria, basti ricordare il film ‘La salita’ di Mario Martone con Maria Luisa e lo spettacolo ‘Chiediamo la luna’ da noi organizzato al Teatro Ausonia, ora Teatro Totò. Ci viene affidato nel 1998 con regolare decreto di assegnazione, il locale in piazza Cesarea per dar vita al nostro centro culturale. Dall’inizio, senza alcun tipo di sovvenzioni, abbiamo dato vita a un notevole lavoro a nostre spese con prestigiose collaborazioni come quella col regista underground Tonino De Bernardi e la figlia Giulietta, coi gruppi musicali Argine e Ataraxia, col regista Carlo Luglio, e Carlo Guitto e tanti altri, abbiamo dato vita a un’interessante scuola laboratorio di teatro che si è esibita tra l’altro all’Augusteo, abbiamo prodotto molteplici film-video che sono stati presentati negli anni non solo al Dream’s ma anche al Videodrome del cinema Modernissimo. Tra i titoli “Pelle d’oca”, “I Ritornauti”, “Il Dreamtime di Napoli”, “Abduction” e tanti altri.

 

 

Ma tutto il nostro lavoro, ben documentato anche da giornali e Rai locali e nazionali, veniva completamente ignorato dal Comune di Napoli, che anzi ci accusava di utilizzare il locale solo come abitazione privata. Potremmo realizzare una rassegna di un mese solo con il materiale di film e video prodotti su Napoli. Il locale ci veniva consegnato senza nulla a pretendere come affitto fino alla realizzazione di lavori di ristrutturazione da parte del Comune di Napoli con fondi già stanziati e pronti all’utilizzo (documentato da dpr del Comune), bene, i lavori non sono mai iniziati e dei fondi non si è saputo più nulla. Il locale si trovava in uno stato fatiscente e nel 2006 abbiamo deciso di ristrutturarlo a nostre spese vendendo la nostra casa in Australia. Da questo momento inizia una vera e propria caccia alle streghe, Romeo, allora gestore del patrimonio pubblico, inizia ad inviarci bollettini d’affitto di circa 4500 euro al mese, cifra fuori mercato, ignorando il su citato dpr e non contento ci fa causa perché non gradisce il colore azzurro utilizzato per il tarrazzo, la causa viene da noi vinta grazie all’aiuto dell’avvocato Domenico Ciruzzi. Dopo di che viene trovato un accordo per il pagamento di un affitto di circa 450 euro mensili, accettiamo ed iniziamo a pagare i bollettini versando anche gli arretrati, ma con grande stupore al momento della stipula del contratto di locazione, elezioni comunali in corso (primo mandato De Magistris), la Romeo si rifiuta di sottoscriverlo. Si insedia il nuovo governo della città ed assessore al patrimonio viene nominato Tuccillo che inizia la sua personale ingiustificata guerra, revoca l’accordo precedente ed inizia a inviare di nuovo bollettini da 4500 euro mensili ed avvia procedura di sfratto. Non contento scrive un libro offensivo ed inutile.

 

 

Parte a questo punto anche una raccolta di firme a nostro sostegno, iniziativa spontanea organizzata da Pino De Stasio “ Nessuno sfratti Maria Luisa” che in pochi giorni raccoglie migliaia di firme, molte di personalità del mondo della cultura e non solo, firmano tra gli altri il fratello del Sindaco, l’avvocato Ciruzzi, tanti tra registi, artisti ed addetti culturali e personaggi politici. Poi Tuccillo decade e subentra Sandro Fucito come assessore al patrimonio, Sandro è ben documentato sul nostro caso ed affida alla dott. Natalia D’Esposito, da lui nominata responsabile del patrimonio, il nostro dossier di circa 1000 pagine con allegati video, audio, rassegna stampa e documenti legali, in risposta alle assurde accuse che motivavano un provvedimento di sfratto. La signora D’Esposito comunica candidamente a Fucito di aver perso il corposo dossier, come se si trattasse di una letterina, atto questo gravissimo, scorretto e chiarificatore del tipo di azione in atto contro di noi. Una copia del dossier è naturalmente ancora in nostro possesso, esibibile in tutte le sedi, ma non ci è stato più possibile fornirlo al Comune, a chi? Ci hanno fornito persino un’email inesistente dove inviarlo entro le loro date timer. Non ci fidiamo più, il sindaco è al corrente di tutto questo? A questo punto la situazione ci procura un forte esaurimento nervoso oltre alle condizioni già precarie di salute di Maria Luisa e decidiamo su consiglio dei medici di trasferirci (esiliarci) sui monti del Pollino per migliorare la nostra salute ormai cagionevole. Stanchi di tutto abbiamo deciso di abbandonare la nostra amata città che palesemente ci cacciava e ci impediva di lavorare e ci siamo trasferiti in Calabria.

 

 

Ma questo forse è un grande onore perché ci accomuna ai tanti grandi artisti figli di Napoli e di cui Napoli oggi si lustra, costretti a lasciarla perché perseguitati, offesi, incompresi, da Viviani a Eduardo, da Totò a Pino Daniele, ma la lista sarebbe infinita. Atto finale : senza avere avuto la possibilità di difenderci ci viene notificato la richiesta di riconsegna delle chiavi per il giorno 15 dicembre 2016 con testuali parole : “Il citato destinatario è invitato ad assicurare la propria presenza e a restituire le chiavi, atteso che in caso contrario si provvederà comunque alla riacquisizione dell’immobile in esame”. Ma ora non avendo ancora trasferito tutte le nostre cose ed il nostro archivio ci si chiede di consegnare le chiavi immediatamente e poi magari ci continueranno a perseguitare con la richiesta di arretrati maturati sulla follia di un affitto di 4500 euro. Il sindaco è al corrente di questo scempio? Sindaco se ci sei adesso batti un colpo perché chi tace acconsente. Ecco così il Dream’s theory muore per volontà del Comune di Napoli, Cacciati in malo modo, peggio dei criminali, dalla nostra amata città. La cultura undergerground non ha più voce in capitolo, d’altra parte la parola cultura in generale può considerarsi un termine obsoleto a Napoli di questi tempi vista anche la situazione del Teatro Mercadante etc. Ma il sogno di un’arte pulita, fuori dal mercato, visionaria e talentuosa resta un’utopia, più che una teoria, irrealizzabile all’interno dell’organizzazione di questo sistema sociale, un seme impossibile da germogliare, troppa gramigna in circolazione nel mondo non solo dell’arte. FIAT…. Chissà cosa ci prepara questo terzo millennio?

Maria Luisa Santella

(Foto Maria Luisa Santella/Fb)

 

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