Giunta e consiglio, i nodi di de Magistris: Clemente rebus presidenza, il borsino dei vice

Il sindaco vuole chiudere entro la settimana il dossier dell’esecutivo, ridotto a 11 componenti per effetto del consiglio “dimagrito” a 40 eletti. Per la guida dell’assemblea spicca il nome dell’ex assessore ai giovani. Il puzzle delle vicepresidenze

Chiusa la partita delle elezioni, a Napoli inizia quella di giunta e consiglio. Con l’assemblea per la prima volta ridotta a 40 componenti: erano 60 solo 5 anni fa, nell’era Iervolino, e 48 in quella appena archiviata. “Squadra che vince non si cambia” è lo slogan di de Magistris, che tra oggi e domani incontra gli assessori per un quadro delle disponibilità. Ma la giunta perderà comunque un’unità, per effetto del taglio ai consiglieri, passando da 12 a 11. Il primo nodo è quello degli eletti. Entrano in consiglio gli assessori uscenti Ciro Borriello, Alessandra Clemente e Alessandro Fucito. Per tornare nell’esecutivo, potrebbero dover lasciare gli scranni di via Verdi. Il sindaco vuole chiudere entro la settimana il dossier giunta, in tempo per la proclamazione ufficiale degli eletti, prevista entro venerdì. A convocare la prima seduta sarà il primo cittadino, a presiederla il consigliere anziano, vale a dire il più votato: Gabriele Mundo in lista con “de Magistris sindaco”.

 

La prima seduta vedrà all’ordine del giorno l’elezione del presidente dell’assemblea. Una scelta che avvierà il risiko della maggioranza, con effetti a cascata sull’opposizione. Secondo prassi, l’erede di Raimondo Pasquino uscirà dalla coalizione del sindaco. Tra i nomi in corsa quello della Clemente, reduce dall’exploit  di 4.666 preferenze. Più complesso il puzzle delle due vicepresidenze, da dividere tra maggioranza e opposizione. Incastri che devono tener conto della nuova geografia del consiglio, con la minoranza spaccata in tre tronconi: Pd, centrodestra e M5S. Ma a pesare è anche la presenza di nomi di primo piano tra i consiglieri. L’ex ministro Mara Carfagna avrebbe il profilo adatto per entrare nell’ufficio di presidenza, come pure la deputata e candidata sindaco Valeria Valente. E c’è il rebus Gianni Lettieri, destinato al ruolo di capo dell’opposizione. Sconfitto al ballottaggio, adombra un possibile addio al consiglio (“Non ho ancora deciso se resterò tutti e 5 gli anni”). In caso di dimissioni, tra le stanze di Palazzo San Giacomo vedrebbero di buon occhio l’ingresso di Enzo Moretto, primo dei non eletti con la civica Prima Napoli, nome gradito per la vicepresidenza. Maggiore freddezza verso il vicepresidente uscente Marco Nonno, protagonista di tensioni domenica, fuori ad un seggio di Pianura: nei futuri accordi tra maggioranza e opposizione l’episodio finirebbe sul piatto della bilancia.

Gianmaria Roberti

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