Firenze, le mani dei Casalesi sul ristorante dei vip: indagato l’imprenditore Iacoviello

I carabinieri di Casal di Principe hanno eseguito un arresto e notificato 3 avvisi di conclusione indagini, tra cui uno al noto uomo d’affari

Le mani dei casalesi in un ristorante fiorentino per vip. E’ l’ipotesi della Dda di Napoli, che accusa il noto imprenditore Joseph Danilo Iacoviello di riciclaggio aggravato dal metodo mafioso. A Iacoviello, genero dello stilista Roberto Cavalli, i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Casal di Principe hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari. I militari hanno anche eseguito l’arresto di Giordano Arbolino, ritenuto un estorsione della fazione Schiavone dei Casalesi, nonché l’uomo attraverso cui il clan avrebbe reinvestito soldi sporchi nel ristorante Il Cabreo di Firenze, intestato alla Onda srl. Secondo i pm anticamorra, Iacoviello gli avrebbe proposto di rilevare quote societarie, che poi sarebbero state acquisite e fittiziamente intestate a lui e all’altro presunto prestanome Alessandro Gigante.

 

DAL RACKET NEL CASERTANO AL RICICLAGGIO A FIRENZE – Per gli inquirenti napoletani, i proventi dei traffici illeciti venivano reimpiegati per rilevare le quote del ristorante fiorentino, un locale à la page. In carcere è finito il 33enne Giordano Arbolino, indagato per associazione per delinquere di stampo mafioso e intestazione fittizia di beni commessa per agevolare il clan dei Casalesi. Nell’ambito della stessa operazione, i militari hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di altri tre indagati: oltre a Joseph Danilo Iacoviello e Alessandro Gigante, c’è Antonio Esposito, sospettato in concorso con gli altri due di impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita con l’aggravante del metodo mafioso e – tutti in concorso con Arbolino – di intestazione fittizia di beni per agevolare il clan camorristico. Secondo quanto ritenuto dal gip nell’ordinanza, Arbolino avrebbe, per conto della fazione Schiavone, commesso numerose estorsioni ai danni di esercenti commerciali della provincia di Caserta e riciclato il ricavato in attività economiche e di ristorazione, avvalendosi del contributo di “prestanome” compiacenti.

In particolare, Iacoviello, gestore di Il Cabreo, avrebbe proposto ad Arbolino di rilevare le quote della società alla quale il ristorante era intestato. Arbolino, dopo aver ottenuto dal gruppo Schiavone il “placet” e i capitali necessari all’investimento, avrebbe accettato la proposta formalizzando in due tranche l’acquisto delle quote societarie intestandole fittiziamente ai prestanome Gigante e Iacoviello. Nell’operazione i tre sarebbero stati coadiuvati da Esposito che avrebbe fornito consigli sulle modalità con le quali portare a termine le operazioni di intestazione e reimpiego. Nel corso della perquisizione domiciliare nell’abitazione di Arbolino, i Carabinieri hanno trovato, interrata in un vaso, una pistola Beretta 84f calibro 9 corto, risultata rubata a Napoli l’8 settembre 2013, completa di caricatore.

Gianmaria Roberti

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