Esodo sindacale al Comune di Napoli, proteste in maggioranza. E de Magistris pensa di intervenire

Diventa un caso l’approdo di centinaia di dipendenti al Csa. Il sindaco potrebbe incontrare i vertici delle altre sigle per impedire eventuali accordi privilegiati

Il cambio di casacca sindacale dei dipendenti del comune di Napoli ha scatenato un putiferio politico e prodotto tensione e malessere tra le maestranze. Nelle ultime ore, i primi 500 lavoratori hanno abbandonato e revocato le deleghe con il sindacato Diccap e aderito al Csa, Confederazione sindacati autonomi. Il Diccap si trincera dietro un “no comment”. Nelle prossime ore, il numero di ‘cambi casacca’ è destinato ad aumentare. Previste disdette e salti della quaglia anche in alcune Partecipate. Il Csa, potrebbe diventare il primo sindacato dei comunali partenopei, ridimensionando il ruolo e le funzioni di Cgil, Cisl e Uil, organizzazioni sindacali, rappresentanti storiche del movimento dei lavoratori e Usb, Cobas espressioni del sindacalismo di base. Stando ad alcune indiscrezioni trapelate dalla sede di Palazzo San Giacomo, la scissione sarebbe pilotata dal direttore generale Attilio Auricchio e dall’ex sindacalista cigiellino Vincenzo Martinelli e da una cordata di dirigenti e capetti dell’azienda comunale. Stando ad alcune indiscrezioni trapelate dagli uffici del governo cittadino, il trasferimento di massiccio di tessere nel Csa servirebbe ad avallare distacchi, aspettativa sindacali e consistenti pacchetti di permessi retribuiti in favore di alcuni delegati sindacali.

 

Il comportamento dei dirigenti di Palazzo San Giacomo non è coerente con le azioni e le battaglie condotte dal sindaco Luigi de Magistris per democrazia partecipativa. Il pluralismo sindacale è parte integrante della democrazia partecipativa. Garantire il pluralismo significa rispettare la democrazia partecipativa. Sulla vicenda intervengono alcuni consiglieri comunali della maggioranza. “L’amministrazione comunale dovrebbe mantenersi distante dalla costituzione delle rappresentanze sindacali e dal tesseramento dei lavoratori – sottolinea Stefano Buono, consigliere comunale dei Verdi – Non mi piacciono questi metodi e comportamenti, appartengono a brutte storie del passato. Strane manovre, trasferimenti di pacchetti di tessere, nascita e rafforzamento di sindacati gialli o pseudo autonomi. Sono accordi di potere, una sorta di commistione tra settori del sindacato e autorevoli dirigenti dell’amministrazione. Basta. Intervenga il sindaco”. Preoccupato il consigliere Carmine Sgambati, consigliere del gruppo ‘De Magistris sindaco”. “Bisogna rispettare le storie di tutte le organizzazioni sindacali dei lavoratori – afferma Sgambati – La giunta della legalità, della partecipazione democratica non può legittimare la nascita di sindacati di comodo. Operazioni che danneggiano, ostacolano l’ottimo lavoro che sta portando avanti il nostro sindaco”. Stando ai soliti bene informati, il sindaco Luigi de Magistris sarebbe orientato ad intervenire per impedire accordi privilegiati con alcune cordate sindacali. Nelle prossime ore potrebbe incontrare i vertici sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Usb e Cobas per stemperare la tensione e aprire un confronto serio sui problemi, le prospettive e lo sviluppo della Città.

Ciro Crescentini

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