Accusati dell’agguato di Fratte sono il ras Matteo Vaccaro quale presunto mandante, il figlio Guido e Roberto Esposito come presunti killer

SALERNO – Il movente ipotizzato è una violenta lite di ieri, scaturita da contrasti per l’accaparramento del servizio di affissione manifesti per le elezioni regionali. Svolta nel duplice omicidio di Fratte, periferia di Salerno, nel quale sono stati uccisi Antonio Procida e Angelo Rinaldi. La squadra mobile ha fermato il 57enne Matteo Vaccaro, boss dell’omonimo gruppo dell’area collinare di Salerno, indiziato di essere mandante dell’agguato; il figlio 34enne Guido Vaccaro e il 44enne Roberto Esposito, sospettati di essere i killer. Le indagini hanno avuto immediati riscontri dopo una serie di perquisizioni, analisi dei sistemi pubblici e privati di videosorveglianza e l’ascolto di persone informate sui fatti. Nella tarda serata di ieri è stato emesso il provvedimento di fermo a carico dei tre pregiudicati che, nel frattempo, erano stati rintracciati e condotti negli uffici della Squadra mobile. Secondo quanto emerso dalle indagini la lite sarebbe scoppiata nella mattinata di ieri tra Antonio Procida e Matteo Vaccaro. Le due vittime dovevano provvedere all’affissione dei manifesti elettorali per conto di Romano Ciccone, candidato di Forza Italia alle prossime elezioni regionali.

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