Il corteo partirà alle 10.30 da Piazza Municipio fino a Palazzo Santa Lucia. Attesi Padre Alex Zanotelli, Alberto Lucarelli, Corrado Oddi e i lavoratori dei call center dello SNATER
«L’acqua non si vende». È questo lo slogan che accompagnerà la nuova mobilitazione promossa dal Coordinamento Campano dei Comitati per l’Acqua Pubblica e dal Comitato Acqua Pubblica Napoli, che venerdì 24 luglio chiamano cittadini, associazioni e movimenti a scendere in piazza per difendere il modello di gestione pubblica del servizio idrico.
Il corteo partirà alle ore 10.30 da Piazza Municipio per raggiungere Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania. Una manifestazione che gli organizzatori presentano come una risposta a quello che definiscono «il delitto contro l’acqua pubblica di Napoli».
«ABC non deve diventare una Spa»
Al centro della mobilitazione vi è il progetto di trasformazione di ABC – Acqua Bene Comune, azienda speciale nata come simbolo dell’esito del referendum del 2011 sull’acqua pubblica, in una Società per Azioni.
Nel comunicato diffuso dai promotori, l’operazione viene definita «uno dei delitti più gravi contro l’acqua pubblica», poiché segnerebbe, a loro giudizio, l’abbandono del modello di gestione pubblica costruito dopo la consultazione referendaria.
I comitati rivendicano invece i risultati ottenuti da ABC, descritta come «un’azienda che funziona, non produce profitti, applica tra le tariffe più basse d’Italia e registra livelli di dispersione idrica inferiori alla media nazionale». Da qui la richiesta di mantenere inalterata la natura giuridica dell’ente.
Le accuse al sindaco Manfredi
Nel documento non mancano critiche dirette al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Secondo gli organizzatori, il primo cittadino avrebbe «tradito la promessa fatta a Padre Alex Zanotelli», scegliendo di procedere con la trasformazione di ABC in Spa nonostante gli impegni assunti in passato.
I promotori della protesta sostengono inoltre che il progetto sarebbe sostenuto con la «connivenza dei sindacati confederali CISL, CGIL e UIL», accusati di appoggiare il piano dell’amministrazione comunale.
Nel mirino anche la Regione Campania
Le contestazioni investono anche la Regione Campania. Nel comunicato si parla di «inerzia» da parte del presidente Roberto Fico, ricordandone il passato di attivista per l’acqua pubblica e sostenendo che non sarebbe intervenuto per fermare il progetto promosso dal Comune di Napoli.
Secondo i promotori, Fico «non ha mosso un dito per bloccare il piano di Manfredi» e avrebbe lasciato irrisolta anche la questione relativa alla natura giuridica dell’ente destinato a gestire il servizio idrico regionale. I comitati sottolineano come la differenza tra una società per azioni interamente pubblica e un ente di diritto pubblico «non sia affatto secondaria», perché inciderebbe direttamente sulle garanzie offerte alla gestione di un bene essenziale.
«La privatizzazione è già iniziata»
La protesta guarda anche all’assetto del servizio idrico regionale. Secondo i promotori, sarebbero già in corso processi di privatizzazione nei distretti idrici di Napoli Nord, Caserta e Benevento, attraverso l’azione dell’Ente Idrico Campano (EIC).Nel mirino finisce anche la Legge Regionale n. 15 del 2015, ritenuta dai comitati una norma che «spinge tutti i distretti verso la privatizzazione». Da qui la richiesta di rivedere l’attuale organizzazione del sistema idrico regionale e di mantenere la gestione dell’acqua «fuori dalle logiche del profitto e del mercato azionario».
Alla manifestazione anche i lavoratori dei call center
Tra le adesioni annunciate vi sarà anche quella dei lavoratori dei call center ABC, che sfileranno insieme ai movimenti per l’acqua pubblica guidati dal responsabile del sindacato indipendente SNATER, Osvaldo Barba. Una presenza che intende sottolineare, secondo gli organizzatori, il legame tra la difesa dei beni comuni e quella dei diritti dei lavoratori, in un momento in cui numerose vertenze occupazionali attraversano il territorio campano.
Le indiscrezioni: malumori nella CGIL
Intanto, la scelta della CGIL di non aderire alla manifestazione starebbe alimentando un dibattito interno all’organizzazione sindacale. Secondo indiscrezioni raccolte in ambienti sindacali, emergerebbero malumori sia nella CGIL Campania sia nella struttura metropolitana di Napoli per la decisione del segretario generale Nicola Ricci di prendere le distanze da Padre Alex Zanotelli e dai movimenti impegnati nella difesa dell’acqua pubblica.
Sempre secondo le stesse fonti, una parte della base sindacale avrebbe accolto con perplessità questa posizione, ritenendola in discontinuità rispetto alla tradizionale vicinanza della CGIL alle battaglie sui beni comuni. Al momento, tuttavia, non risultano prese di posizione ufficiali da parte dell’organizzazione sindacale.
Gli interventi annunciati
Sul palco della manifestazione sono previsti gli interventi di: Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano e storico punto di riferimento delle battaglie per l’acqua pubblica; Prof. Alberto Lucarelli, ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II; Corrado Oddi, in rappresentanza del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica.
L’appello ai cittadini
I promotori rivolgono infine un appello alla partecipazione, invitando cittadini, associazioni e movimenti a unirsi alla manifestazione per difendere «la democrazia, l’esito del referendum del 2011 e il diritto universale all’acqua pubblica e accessibile a tutti». Uno slogan, riportato in chiusura del comunicato, sintetizza il senso dell’iniziativa: «Si scrive Acqua, si legge Democrazia.»
Ciro Crescentini

