Diritto alla sanità pubblica, protesta sotto la Regione Campania: “No alla chiusura degli ospedali”

Comitati e cittadini contro i tagli all’Annunziata e al San Gennaro: “Si sta distruggendo il servizio sanitario pubblico. Leggi decreti e piani favoriscono gli speculatori di turno che si arricchiscono attraverso la privatizzazione o false riconversioni”

Manifestano per il diritto alla sanità pubblica in Campania e a Napoli, messo a rischio dai tagli e dagli anni in cui la politica clientelare ha creato una mostruosa voragine nei conti. Davanti a Palazzo Santa Lucia sono circa in 250. L’emergenza è la prossima chiusura di interi reparti agli ospedali Annunziata e San Gennaro, presidi nel centro storico napoletano. Dalla Regione arrivano rassicurazioni sulla permanenza dei reparti anche oltre la scadenza fissata al 1 luglio, fino all’apertura dell’Ospedale del mare. Ma le blande garanzie non placano la protesta di cittadini e del Comitato per la Difesa del Diritto alla Sanità Pubblica.

 
“Il primo Luglio chiuderà l’ospedale “Annunziata” sito nel quartiere di Forcella, fiore all’occhiello della Pediatria campana, inoltre – affermano gli organizzatori della manifestazione – è in atto lo smantellamento dell’ospedale San Gennaro dei poveri nel quartiere Sanità specializzato nel trattamento dei tumori.
Già da tempo con il decreto 49 – che prevede il riassetto della rete ospedaliera-territoriale, con ‘adeguati’ interventi per la dismissione/riconversione/riorganizzazione dei presidi ospedalieri territoriali con conseguente modifica del Piano Ospedaliero regionale in coerenza con il Piano di rientro del settore sanitario – si sta mettendo mano alla distruzione del servizio sanitario pubblico. Leggi decreti e piani che come al solito favoriscono gli speculatori di turno che attraverso la privatizzazione o false riconversioni fanno fior fior di quattrini andando a discapito delle esigenze sanitarie dei territori e dei cittadini”.

 

 

Per i manifestanti è “ad esempio è impensabile che un quartiere come quello della Sanità debba vedere la chiusura del pronto soccorso. Oggi non solo non viene garantito il lavoro e un’istruzione adeguata per tutti ma – aggiungono – dopo che hanno inquinato le nostre terre, come nel caso della terra dei fuochi, facendo ammalare migliaia di persone, ci tolgono anche il diritto alle cure mediche. Hanno dichiarato guerra ai diritti basilari del cittadino”. Tra i partecipanti c’è una rappresentanza di Medicina democratica, il presidente della II municipalità, Francesco Chirico, l’assessore alle politiche sociali del comune di napoli, Roberta Gaeta, e i militanti del sindacato Usb. Tutti ammoniscono: “Della nostra vita e della nostra salute dobbiamo decidere noi. I dati epidemiologici indicano che serve un miglioramento del servizio sanitario attraverso l’adeguamento delle strutture e delle attrezzature e attraverso un incremento di personale”. Ma i piani della regione vanno in direzione opposta.

(Foto Flavia Brescia)

sanità_protesta_santa_lucia_regione1_ildesk

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest