“De Luca violò par condicio in campagna elettorale”: ricorso archiviato dopo che corse ai ripari

La Regione fu richiamata dall’Agcom per la pubblicità sul sito istituzionale dell’Assemblea nazionale sul Mezzogiorno, a cui parteciparono Renzi, Alfano e Calenda. Sulla vicenda il M5S ricorse al garante

L’esposto segnalò alle autorità come l’evento ‘Assemblea nazionale sul Mezzogiorno‘, tenutasi presso la Mostra d’Oltremare, organizzata dalla Regione Campania fosse uno spot elettorale per promozionare il ‘Sì’ del referendum costituzionale. Una due giorni, a cui parteciparono oltre a ministri anche il premier Renzi e pubblicizzato con numerosi cartelloni stradali, inserti pubblicitari e materiali addirittura reperibili sul sito istituzionale della Giunta regionale. “Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha violato la legge della par condicio durante la campagna referendaria e usato strumentalmente mezzi e risorse della Regione Campania per fare propaganda. Lo ha stabilito nero su bianco l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni con la delibera n.567/16”. Lo dice la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Maria Muscarà che a nome del Gruppo Consiliare regionale del M5S inviò un dettagliato “Nella delibera è scritto chiaramente che le attività di comunicazione effettuate dalla Regione Campania appaiono in contrasto con le leggi – fa notare la consigliera – non c’è il requisito dell’indispensabilità, non sono collegate all’efficace funzionamento dell’Ente e tanto meno non è rispettato il requisito dell’impersonalità”. “De Luca è un presidente con la coda di paglia – attacca Muscarà – tanto è vero che il Capo di Gabinetto della Regione si affrettò a rimuovere dal sito istituzionale ogni riferimento all’evento non appena la stessa l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni segnalò con nota 59926 del 16 novembre 2016 alla Regione Campania”.  “De Luca piega, svilisce e usa le istituzioni a suo piacimento ai fini della lotta politica – denuncia – è un fatto gravissimo anche in considerazione del fatto che quell’evento è stato finanziato con denaro pubblico”. “L’Assemblea nazionale sul Mezzogiorno è stato un pacchiano spot sul Sì al referendum pagato a loro insaputa dai campani – evidenzia – concluso con un mega buffet come nella migliore tradizione dei comizi elettorali con arancini e frittelle, primi piatti di gnocchi, ravioli, riso all’insalata senza dimenticare l’assaggio di vini del beneventano, e torte di mele, millefogli e amaro e limoncello”.  “Incassata la grave violazione del presidente De Luca e certificata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – conclude Muscarà – ora attendiamo l’intervento delle autorità competenti per ciò che attiene l’impiego di soldi pubblici spesi come comunicazione istituzionale dalla Regione Campania per finanziare una manifestazione spot per la campagna referendaria”.

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