Progetto nel mirino dell’Anac, M5S chiede al Comune di Napoli lo stop di Monumentando

Il Comune ha affidato in maniera definita dall’Autorità anti corruzione non consona alle normative vigenti 27 monumenti

Il Movimento 5 Stelle ha chiesto alla giunta comunale di Napoli di sospendere l’esecuzione del progetto “Monumentando”, il progetto per la realizzazione dei restauri di 27 monumenti cittadini tramite sponsorizzazioni e pubblicità. Un progetto finito nell’occhio del ciclone e sul tavolo dell’Autorità Anticorruzione diretta da Raffaele Cantone. La scelta dello sponsor (contraente) è avvenuta tramite gara mediante procedura aperta da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ed ammettendo alla partecipazione imprese produttrici di beni e servizi, persone fisiche, enti, associazioni, società e agenzie di intermediazione pubblicitaria. Alle Sovrintendenze di riferimento è stata affidata l’Alta sorveglianza. Il Comune di Napoli dovrebbe svolgere compiti di vigilanza sulla corretta esecuzione dei lavori tramite sopralluoghi e controlli sull’andamento dei lavori e sullo stato di avanzamento dell’opera. Quale corrispettivo riconosciuto per l’esecuzione della prestazione, l’Amministrazione comunale ha autorizzato l’utilizzo di ponteggi per l’allestimento di spazi pubblicitari, da installare a spese e cura dello sponsor.

 

 

“L’Anac ha fatto diverse contestazioni, le anomalie e le irregolarità sono innumerevoli – afferma Matteo Brambilla capogruppo consiliare del Movimento 5 Stelle – innanzitutto la struttura del contratto ovvero non è un accordo tra il Comune e uno sponsor puro, ma è una concessione di spazi pubblicitari – aggiunge Brambilla – L’azienda, infatti si dovrebbe accollare l’onere di pagare i lavori ottenendo in cambio di mettere il proprio nome a fianco delle opere da restaurare, mentre in questo caso l’azienda non pubblicizza se stessa ma vende la pubblicità. Inoltre nel regolamento comunale sulle sponsorizzazioni beni monumentali c’è scritto che il comune non favorisce forme di mera intermediazione tra sponsor ed esecutore dei lavori, giusto il contrario del progetto monumentando”. E non finisce qui. “Non viene inoltre dato peso economico all’esposizione pubblicitaria che viene offerta all’azienda e il comune non trae quindi benefici economici che vanno solo all’azienda – evidenzia Brambilla – Importante segnalare che la firma ufficiale al contratto avviene solo dopo due anni dal bando, nonostante gli interventi fossero effettuati “in urgenza” peraltro causata dai ritardi del comune”. Dunque il progetto andrebbe contro le leggi (decreto ministeriale del 19 dicembre 2012 e decreto legislativo 42 del 2004) che vietano la pubblicità sui monumenti se copre più del 50% della superficie del monumento, e che la pubblicità stessa sia visibile solo per il periodo dei lavori e non anche per il tempo della progettazione, come avvenuto per monumentando.

 

 

“Sulle ditte esecutrici dei lavori è sorto più di un dubbio circa la loro qualifica – continua ancora Brambilla – Una ditta pare fosse priva di dipendenti all’affidamento. Non ultimo il problema ribasso lavori che è arrivato anche al 70% contro il limite del 20% segnalato dall’Anac – sottolinea Brambilla – Con ovvie ripercussioni sulla qualità e bontà degli interventi di restauro”. A quanto pare, il collaudo è stato affidato alla stessa ditta che ha effettuato il restauro, senza possibilità quindi di verifica da parte di un terzo dei lavori fatti. “Aggiungiamo che con un periodo lunghissimo la società “Uno Outdoor srl, società aggiudicatrice di fatto è diventata quasi l’unica società di pubblicità a Napoli, sancendo di fatto un monopolio” – denuncia Brambilla. Il Comune ha affidato in maniera definita dall’Anac non consona alle normative vigenti ben 27 monumenti che sono patrimonio di tutti i cittadini napoletani. La società affidataria aveva un capitale sociale di soli 20 mila euro a fronte di un business monumentando di decine di milioni di euro – Conclude Brambilla – Riteniamo sia il caso che l’amministrazione comunale di Palazzo San Giacomo sospenda il progetto Monumentando. Un’amministrazione che ha fatto del rispetto della legalità una battaglia politica e una ragione d’essere non può permettersi di andare avanti contro le regole con questo progetto”.

Ciro Crescentini

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