L’ex governatore attacca i lavori per l’America’s Cup e denuncia il mutismo degli ambientalisti finti
l cantiere di Bagnoli legato ai preparativi per l’America’s Cup finisce al centro di un duro affondo politico e istituzionale. A sollevare il caso è Vincenzo De Luca che, nel corso di una diretta Facebook, ha attaccato frontalmente modalità e responsabilità dei lavori in corso, parlando apertamente di illegalità, rischi ambientali e sanitari e di una gestione che, a suo dire, potrebbe avere conseguenze giudiziarie pesanti negli anni a venire.
«Avremo probabilmente fra qualche anno un affollamento di Poggioreale (il carcere, ndr) per chi sta facendo in maniera irresponsabile questo delitto a Bagnoli», ha affermato l’ex presidente della Regione Campania, collocando il progetto nel quadro di una vicenda che rischia di trasformarsi, secondo lui, in un caso nazionale.
De Luca ha ribadito come l’area di Bagnoli rappresenti da sempre una potenziale leva di sviluppo economico e turistico, occasione che l’America’s Cup avrebbe potuto valorizzare. Ma il percorso intrapreso, sostiene, sta andando nella direzione opposta. «Bagnoli poteva e può essere un’occasione di promozione di economia e sviluppo turistico con la Coppa America ma questa vicenda sta diventando un esempio nazionale di grandi marchette, illegalità e di violazione delle leggi su ambiente e salute», ha detto, accusando i soggetti coinvolti di ignorare deliberatamente le criticità sollevate. «I nostri interlocutori fanno finta di non sentirci e non capire. Faccio allora domande a cui non rispondono i responsabili politici nè i tecnici che sono cafoni e presuntuosi».
Al centro delle contestazioni c’è innanzitutto l’assenza della Valutazione di Impatto Ambientale. De Luca ha posto una serie di quesiti diretti, chiamando in causa dirigenti e strutture ministeriali. «La valutazione di impatto ambientale chi ha deciso di non farla? Posso sapere nome e cognome del dirigente ministeriale o altre strutture pubbliche che hanno fatto fare il porto a Bagnoli senza una valutazione ambientale?», ha chiesto, aggiungendo: «Qui si fa infatti un porto dicendo che non serve la Via».
Secondo l’ex governatore, la narrazione di opere temporanee non reggerebbe alla prova dei fatti. «Dicono che fanno opere rimovibili di un’area che è deserta ma stanno facendo la cementificazione di tutto il litorale, una distesa di cemento su tutta la costa: c’è una cementificazione di tutto il litorale di Bagnoli per realizzare il porto». Da qui, ulteriori interrogativi sulla gestione dei materiali contaminati e sulle strutture permanenti previste. «Dove si mette il materiale che viene prelevato, il terreno contagiato? Si dice in una vasca e poi nessuno risponde. Chi dovrebbe rimuovere quella colmata di cemento armato su 130 mila metri quadrati che mettono?». E ancora: «Rimarrà nei secoli dei secoli, quando dicono che fanno cose rimuovibili è chiaramente falso, falso in atto pubblico, quindi è doppio reato penale».
Un capitolo particolarmente allarmante riguarda l’inquinamento atmosferico. De Luca ha richiamato dati attribuiti all’Arpac, riferiti ai rilievi a partire dal 30 gennaio 2026. «L’Arpac ha pubblicato note dal 30 gennaio 2026 affermando che la concentrazione di polveri sottili, che è di 50 microgrammi previsti dalla legge, registra una media giornaliera lì a Bagnoli di 113 microgrammi, oltre il doppio quindi», ha spiegato. Nel corso della giornata, ha aggiunto, si registrerebbero picchi ancora più elevati: «Alle 6 di mattina l’Arpac registra 330 microgrammi, poi 367 microgrammi, ci sono quindi picchi di emissione che vanno 6-7 volte oltre a quello previsto dalla legge. Così la gente muore». Da qui la denuncia sulle condizioni di chi vive e lavora nell’area: «Mi hanno detto che i vigili urbani fanno servizio lì con la mascherina. E i cittadini come vivono?».
Nel suo intervento, De Luca ha infine allargato il bersaglio alle forze politiche e ai movimenti ambientalisti, accusandoli di silenzio. «Questa cosa di Bagnoli ha fatto venire a galla i nodi del Paese che fa stupidaggini, ma intanto tra Italia Nostra, 5 stelle, Pd, i Verdi nessuno dice nulla», ha detto. «Protestano sempre ma stavolta tutti muti, sordi. Ambientalisti finti che hanno mutismo, sordità e cecità». In chiusura, un riferimento alla mobilitazione civica annunciata per il giorno successivo: «Domani so che ci sarà una manifestazione dei cittadini, mando a loro i miei saluti».
CiCre

