De Luca al direttorio M5S: “Che vi possano ammazzare”. La replica: “Picchiatore fascista di Renzi”

Il governatore mette nel mirino Fico, Di Maio e Di Battista in 16 minuti di attacco tv: “Tre mezze pippe”. La capogruppo regionale Ciarambino: “Linguaggio violento con toni allarmanti per la democrazia”

Tra De Luca e il M5S è di nuovo scontro. Come già in passato, ad accendere la miccia l’attacco del governatore, nella rituale intervista-fiume del venerdì su Lira tv, parlando per 16 minuti del caso Campidoglio. Un assolo concluso col singolare augurio a tre componenti del direttorio: “Che vi possano ammazzare tutti quanti”, rivolto a Fico, Di Maio e Di Battista. Parole che valgono a De Luca la definizione di “picchiatore fascista mandato da Renzi”, secondo il capogruppo regionale M5S, Valeria Ciarambino.

 

DE LUCA: “FICO, DI MAIO E DI BATTISTA TRE MEZZE PIPPE” – “I 5 Stelle non sono ancora nati e hanno già 50 correnti. E’ emerso un trio, già visto nella vicenda di Quarto, era appollaiato su un trespolo: il Di Battista, il Luigino Di Maio e il Fico”. De Luca, tra lazzi e battute, inizia a parlare della vicenda di Roma, da cui possiamo trarre una valutazione compiuta “sulla qualità e sulla competenza dei dirigenti di questo grande movimento -. attacca – Luigino Di Maio il Chierichetto, Fico il Moscio, ovviamente, e l’emergente Di Battista detto, ‘Dibba’, il Gallo cedrone. Ognuno adesso ha trovato il suo ruolo in commedia, la sua parte in commedia”. Non basta. I tre sarebbero “Tre mezze pippe” che “si odiano”. “Il Gallo cedrone- prosegue De Luca – è venuto nel suo tour da centauro anche in Costiera Amalfitana. Questo ha preso a pretesto il referendum per andare a farsi il bagno, andare in giro. Si è presentato qui come un centauro, si è tolto il casco e, mi dicono, aveva la bandana… ma che meraviglia. L’Italia dovrebbe essere diretta da questi signori”.

 

Non usa giri di parole il governatore: “Che cosa hanno in comune questi tre giovanotti: che sono tre mezze pippe. Che quando si sono candidati con la loro faccia, non 50 anni fa ma 3-4 anni fa sono stati bocciati tutti quanti. Fico in Campania, Luigino a Pomigliano (56 voti) e Di Battista, ho letto, si era candidato in una municipalità di Roma: bocciato pure lui. Questi sono tre miracolati che hanno sfruttato l’onda grillina”. Ma, insiste, “la cosa drammatica è immaginare che questi soggetti possano avere in mano l’Italia”. E, dice ancora, “la finiscano con questa ipocrisia insopportabile. Questi tre si odiano. Si abbracciano e si baciano… sono falsi come Giuda. Se guardate qualche foto presa a tradimento vedete che si guardano come… ognuno vorrebbe accoltellare alla schiena l’altro… falsi come Giuda però in pubblico baci e abbracci… che vi possano ammazzare tutti quanti”.

 

IL M5S: “LINGUAGGIO VIOLENTO CON TONI ALLARMANTI PER LA DEMOCRAZIA”- Alle bastonate di  De Luca replica Valeria Ciarambino, capogruppo regionale del Movimento 5 stelle. “A De Luca, noto dinosauro della Prima Repubblica, Renzi – dichiara l’esponente del M5S – ha affidato l’unica missione che pensa sia in grado di assolvere: picchiatore scelto del Movimento 5 Stelle. Ma le accuse di un reuccio che sta trasformando la Campania nel suo feudo personale non ci scalfiscono. De Luca usa un linguaggio violento con toni allarmanti per la democrazia, che denotano una sottocultura becera e fanno ripiombare la politica in Campania, e non solo, in un clima da anni Settanta. L’uso di parole pesantissime ed espressioni che inneggiano all’odio, la presa in giro e la ridicolizzazione dell’avversario trasformato in nemico da parte del presidente della nostra Regione, oramai più simile a un volgare showman, disonorano la Campania e qualificano De Luca per quello che è sempre stato: un fascista che adopera il potere politico e le istituzioni come clava per fare propaganda violenta e squadrista”. Ciarambino stigmatizza le “innumerevoli uscite a reti unificate di De Luca, senza che i media concedano lo spazio per replicare”. “Il presidente De Luca nasconde dietro i suoi proclami e le sue uscite teatrali il fallimento totale della sua amministrazione – sottolinea – Dopo un anno di non governo della Regione Campania, sta trascinando i cittadini in un baratro”.

 

“La sanità pubblica è allo sbando con servizi azzerati e ospedali progressivamente smantellati, governati da una cricca di nominati – evidenzia Ciarambino – la Terra dei Fuochi è ferma all’anno zero e le ecoballe non sono state rimosse, anzi De Luca ha annunciato nuove discariche. Intanto il reuccio che prova a fare la morale al Movimento 5 Stelle, ha proceduto alla nomina incontrollata di una vera e propria corte dei miracoli di consiglieri personali e addetti di segreteria che non si sa cosa facciano, ma ricevono stipendi dirigenziali e hanno a propria disposizione le autoblu”. “D’altra parte con maggioranza spaccata, fatta da un’accozzaglia di indagati e avvisati – prosegue – che si regge solo sulla minaccia di scioglimento del Consiglio regionale blindato dall’autoritaria modifica dello Statuto, comprendiamo che De Luca ha molti pensieri che lo preoccupano – conclude Ciarambino – Ultime le grane in famiglia: mentre un figliolo è stato piazzato dal babbo al Comune di Salerno come assessore al Bilancio, sul capo dell’altro figliolo Piero, dirigente nazionale del Pd, pende un’accusa di bancarotta fraudolenta per il crac Ifil C&D srl”.

 

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