Coronavirus, de Magistris non si lascia intimidire dallo Sceriffo di Santa Lucia

L’ex Pm ha inviato una lettera al presidente della Regione chiedendo i dati dettagliati sul Coronavirus.

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris è uno dei pochi esponenti politici e istituzionali che continua ad opporsi a livello locale e nazionale alle ordinanze autoritarie firmate secondo il cosiddetto stato di emergenza sanitaria. L’ex Pm sta diventando un riferimento di una vasta area di cittadini che rivendica il rispetto della Costituzione, dei diritti sociali e collettivi contro l’uso politico del Covid e per impedire una svolta autoritaria nel Paese. In Campania, il primo cittadino partenopeo è l’unico politico che tiene testa al presidente della Regione, Vincenzo De Luca, lo sceriffo autoritario salernitano, e non si tira indietro nel criticare le scelte del governo nazionale.  Giovedì durante la trasmissione Tagadà su La7 i De Magistris, in risposta a una domanda della conduttrice Tiziana Panella, ha detto di non aver scaricato l’app Immuni, l’applicazione per il  tracciamento dei contagi da coronavirus,  ha motivato la sua scelta senza giri di parole: “Non mi convince fino in fondo sul tema della privacy e dell’efficacia”. Un sindaco a tutto campo. Nelle ultime ore, la fascia tricolore di Palazzo San Giacomo è passato all’attacco contro il presidente della Regione per i metodi poco ortodossi e la gestione dei dati sul Covid poco trasparenti. De Magistris ha inviato stamani a De Luca una lettera sulla situazione Coronavirus in città. “Ritengo necessario, urgente ed indispensabile che tutti i dati, sull’andamento del virus, mi siano comunicati costantemente ed in modo dettagliato, perchè rappresentano lo strumento principale che consente di poter analizzare il contagio sul territorio ed, in particolare, la sua diffusione all’interno di ogni Municipalità. Non solo, ma anche la relativa recrudescenza e penetrazione nel territorio e tra la comunità della Città Metropolitana – parte molto rilevante della Regione Campania – di cui, ricordo, sono il sindaco”, scrive de Magistris. La nota è stata inviata per conoscenza anche al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, al Ministro della salute Roberto Speranza ed al Prefetto di Napoli Marco Valentini.

E non finisce qui.  Il sindaco ha criticato aspramente De Luca per l’annuncio di un imminente lockdown. “Non puoi essere d’accordo. Al limite si può dire che è necessario se l’alternativa è contare i morti, ma in questo momento questo annuncio è sbagliato”. Questo il commento di de Magistris, sulla prospettata chiusura da parte del presidente della Regione, qualora i contagi arrivassero a mille a fronte di 200 guariti annunciato oggi in diretta Facebook. “Quello giusto sarebbe stato dire ‘per evitare un nuovo lockdown abbiamo messo in campo questo, quest’altro e quest’altro ancora’. E invece – ha detto l’ex pm – per salvarsi lui, ci chiude in casa e sarà un disastro economico”. De Magistris ha poi aggiunto: “Si sta avviando a confessare. Se arriviamo a quello è la prova che tutta la narrazione sulla magia politica evapora. Il lockdown è come Pulcinella che toglie la maschera al potere e lo costringe a dire la verità”. Si danno i numeri, che paiono a lotto. Freddi, non analizzati” – ha sottolineato – il sindaco di Napoli, intervistato da Huffingtonpost in merito ai dati forniti dalla Regione in merito ai contagi da Covid-19. “Una volta ho messo dei giovani lavoratori molto bravi ad analizzarli, con dati incrociati, e fui io a segnalare all’Unità di crisi persone che venivano date, allo stesso tempo, per decedute, in terapia intensiva e in isolamento domiciliare”, ha accusato l’ex pm. “Sono consapevole di quel dico – ha rimarcato – E sto dicendo che la situazione è fuori controllo, sfuggita di mano. Sarebbe comprensibile a febbraio, all’inizio, quando un po’ tutti erano impreparati, ora è inammissibile. Oggi la regola è che si sta creando un autogoverno della pandemia: il contagiato avvisa e gli si dice ‘statti accorto’ (stai attento, ndr), e se è coscienzioso resta a casa. E non sto accusando i funzionari, parlo di responsabilità politiche”. Il sindaco ha poi proseguito: “A distanza di sette mesi dall’inizio della pandemia, non abbiamo dati puntuali. Abbiamo ogni giorno il numero totale dei contagiati, dei deceduti, dei guariti, di quelli in terapia intensiva. Ma adesso servirebbero quelli elaborati, quartiere per quartiere, per area, per mercati, per mettere in campo azioni territoriali mirate e per svolgere attività di controllo e prevenzioni, visto che le Asl non riescono a stare dietro ai contatti diretti”, ha concluso de Magistris.

CiCre

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