Comune di Napoli, diffida del prefetto: approvare il bilancio entro 20 giorni o consiglio sciolto

Tantissimi i debiti,  245 milioni circa, di cui 82 milioni sono da attribuire al CR8, il consorzio che ha realizzato i lavori del post-terremoto del 1980

Il consiglio comunale di Napoli rischia lo scioglimento. È stata notificata questa mattina ai consiglieri comunali  una diffida emessa dal prefetto, Carmela Pagano, tesa a sollecitare a l’approvazione nel più breve tempo possibile del bilancio di previsione 2017. Il documento finanziario sarebbe dovuto infatti passare al vaglio dell’aula di Via Verdi entro il 31 marzo ma il Consiglio non ha ancora adempiuto a quanto prescritto dalla legge. Il rappresentante governativo ha quindi diffidato i componenti dell’assemblea comunale ad approvare entro venti giorni dalla notifica del documento il bilancio. “Si rappresenta che decorso infruttuosamente il termine – si legge nella diffida prefettizia – si procederà all’avvio della procedura per lo scioglimento del Consiglio comunale”. Il bilancio di previsione 2017 del  Comune di Napoli rischia di trasformarsi in una manovra ‘lacrime e sangue’ con effetti devastanti per i ceti popolari. Diminuite in maniera considerevole gli stanziamenti per le politiche sociali (meno 130 milioni di euro) preoccupanti i debiti fuori bilancio. Ed emergono tanti sprechi. “Gravissima inoltre la situazione del San Paolo, abbiamo una convenzione approvata nel 2015 mai firmata dal presidente del Napoli Calcio Aurelio De Laurentiis. Se fosse tutto il regola, si potrebbero recuperare almeno 700mila euro più gli introiti della pubblicità solo dallo stadio” – affermano gli esponenti consiliari del Movimento 5 Stelle – E’ vero che da Roma non sono arrivate le risorse che ci spettavano, ma sembra che Palazzo San Giacomo non faccia nulla per evitare che la barca affondi”. E non è esclusa la vendita di “gioielli immobiliari” come  Palazzo Fuga, l’ex Albergo dei Poveri,  su cui si è investito tanto negli ultimi anni, almeno 25 milioni di euro per i lavori di restauro.  Tantissimi i debiti,  245 milioni circa, di cui 82 milioni sono da attribuire al CR8, il consorzio che ha realizzato i lavori del post-terremoto del 1980.  Altri debiti sono legati ad Asìa (circa 45milioni). Altri 120 milioni di debiti sono stati accumulati nel biennio 2015-2016  per errori di previsione riguardanti i contratti con l’Enel, la manutenzione, il riscaldamento.

Ciro Crescentini

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