Gli indagati accusati di associazione di stampo mafioso, estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di armi e materiale esplosivo

NAPOLI – Tra i business della cosca anche l’organizzazione di gare con cavalli sottoposti a trattamenti dopanti. La Squadra mobile della Questura di Napoli ha eseguito otto ordinanze di custodia cautelare  in carcere all’alba nella zona di Nola nei confronti di presunti affiliati al clan Marotta, a conclusione di un’inchiesta della Dda di Napoli. Agli indagati si contestano i reati di associazione di stampo mafioso, estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di armi e materiale esplosivo. Secondo le indagini, partite dalle dichiarazioni di alcuni pentiti tra cui Salvatore De Martino, a capo del clan ci sarebbe Michele Marotta, nonostante sia attualmente detenuto, insieme alla moglie Michelina Esposito, anch’essa arrestata: sarebbero a capo del clan egemone nell’area tra il Nolano ed il Casertano, nella zona del Cis di Nola.

Le loro attività principali sarebbero state le estorsioni ai danni delle attività imprenditoriali della zona, tra cui edilizia, produzione di calcestruzzo e gestione delle sale di videopoker. Tra le attività illecite del clan è risultata anche l’organizzazione di gare clandestine di cavalli nella zona Asi di Nola, con ampio utilizzo di sostanze dopanti dannose per la salute degli animali. Per alcuni degli indagati è stato deciso il sequestro di beni mobili e immobili, vista l’evidente sperequazione tra redditi dichiarati e beni posseduti.

 

 

GLI ARRESTATI – I destinatari della misura di custodia cautelare in carcere sono Michele Marotta; Michelina Esposito; Giovanni Petrella; Luigi Sgambato; Raffaele Belarbi; Amor Belarbi; Vincenzo De Simone; Arcangelo Romeo.

 

 

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