Casertano, banda di truffe agli anziani: 15 arresti

Gli episodi contestati sono 37 per una somma complessiva di circa 40 mila euro. Nel gruppo 3 minorenni. Amministratore di tv locale accusato di essere capo dell’organizzazione

A capo della banda ci sarebbe Vincenzo Varriale, amministratore di fatto della televisione locale, “Campania tv”. I carabinieri della Compagnia di Caserta stanno dando esecuzione a 15 misure cautelari (11 in carcere e 4 ai domiciliari) emesse dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di altrettante persone, tutte provenienti dal Napoletano, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al reato di truffa in danno di anziani. L’indagine, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere ha consentito di scoprire 37 presunte truffe, perpetrate in danno di anziani nel periodo tra giugno e ottobre 2016, che avrebbero fruttato al sodalizio criminale oltre 40.000 euro, in contanti. “Nonnina preparami 1500 euro. Sono 15 volte 100 euro. Se non li hai prendi tutti gli oggetti d’oro che hai in casa quelli li vendono poi oggi passo io con i soldi e me li riprendo”. Questa una delle tante telefonate intercettate e diventate elementi di prova della misura cautelare. L’organizzazione era suddivisa in due livelli. Nel primo vi erano le persone che dovevano individuare la vittima, raccogliere informazioni sulle abitudini quotidiane, pianificare la truffa. Nel secondo invece c’erano le ‘squadre’ che agivano, compiendo materialmente la truffa.

 

 

Il gruppo, con base a Caiazzo, operava anche in altre zone del Casertano e del Beneventano. Le fasi della truffa erano sempre le stesse: l’individuazione dell’anziano, dai 70 ai 90 anni, la tecnica delle telefonata dove si imitava anche la voce del parente per chiedere la somma di denaro che di li’ a poco si sarebbe dovuta consegnare a un corriere che avrebbe portato un plico che oscillava dai mille ai tremila euro e poi la fase finale con il corriere che ricontattava la vittima per la consegna. Nel plico, c’erano calzini o oggetti informatici come mouse. Laddove l’anziano non avesse disponibilità di contanti, i corrieri si facevano consegnare oggetti preziosi. Dalle indagini e’ emerso che il gruppo riusciva ad assicurasi che le vittime non contattassero i parenti nel tempo di arrivo del corriere, facendo continue chiamate in modo da tenere il telefono sempre occupato. Inoltre, per non essere intercettati, erano soliti usare schede telefoniche di solito regalate da aziende che contengono poco credito e devono essere registrate con documenti solo in un secondo momento, oppure schede intestate a stranieri. Gli episodi contestati sono 37 per una somma complessiva di circa 40 mila euro. L’indagine è stata avviata dopo due tentate truffe dove l’arrivo tempestivo di parenti delle vittime aveva impedito il raggiro. In un caso, le persone indagate hanno tentato di depistare le indagini, chiamando i carabinieri e denunciando un tentativo di truffa in un luogo diverso rispetto a quello in cui i militari dell’Arma si stavano recando su segnalazione di un parente della vittima. Nel gruppo anche 3 minorenni e 5 persone sono state arrestate in flagranza durante le indagini e tre denunciate in stato di libertà.

 

DESTINATARI DELL’ORDINANZA

Abbatiello Pasquale cl. 1980
Cardillo Giuseppe cl. 1991
Esposito Antonio cl. 1993
Esposito Nunzia cl. 1980
Frascogna Alessandro cl. 1972
Giannetti Vincenzo cl. 1997
Mauro Giovanni cl. 1979
Nacarlo Giovanni cl. 1980
Panaro Salvatore cl. 1980
Perrotta Antonio cl. 1980
Rocco Giuseppe cl. 1990
Ruggiero Ciro cl. 1995
Turco Giuseppe cl. 1982
Varriale Gennaro cl. 1992
Varriale Vincenzo cl. 1979

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