Caserta, accusato di chiedere denaro e rolex per far superare concorsi: arrestato dipendente Difesa

Il 50enne avrebbe prospettato alle vittime la possibilità di entrare nell’esercito, nella polizia penitenziaria e nella guardia di finanza grazie all’appoggio, millantato, di personalità influenti. Avrebbe ottenuto somme oscillanti tra  i 1.500 e i 23.000 euro

Secondo l’accusa nel periodo compreso tra gennaio 2013 e luglio dello scorso anno, facendo leva sullo stato di bisogno delle vittime, avvicinava ragazzi o genitori, riuscendo a farsi consegnare somme che oscillavano tra i 1.500 e i 23.000 euro per pilotare in loro favore concorsi pubblici. Aumentando punteggi, modificando graduatorie o rivelando in anticipo quiz. Intermediazioni millantate, alla fine sempre fallimentari. Donato Sorvillo, 50 anni, impiegato civile del ministero della Difesa, è stato arrestato stamattina dalla squadra mobile di Caserta. Deve rispondere di estorsione, truffa aggravata, millantato credito, falso materiale e soppressione di atti pubblici. Destinatario di una misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, secondo gli inquireni chiedeva alle vittime denaro, ma anche orologi Rolex o generi alimentari. Benefits per garantire il superamento di concorsi nell’esercito, nella polizia penitenziaria e nella guardia di finanza grazie al millantato appoggio di personalità influenti. Le indagini sono partire dalla denuncia di un giovane aspirante volontario dell’esercito, recatosi al Centro documentale del ministero della Difesa a Caserta – dove Sorvillo lavora – per chiedere informazioni sulle modalità di presentazione della domanda per il concorso. L’impiegato, dopo avergli fornito le informazioni di rito, secondo gli investigatori si sarebbe offerto di seguirlo per l’intero iter amministrativo, garantendogli il superamento del concorso in cambio di denaro. Il ragazzo e i suoi genitori gli avrebbero dato 22.600 euro in diverse tranche senza però ottenere nulla. Tra le presunte vittime di Sorvillo, anche un padre malato terminale di cancro, che avrebbe elargito all’indagato i suoi risparmi per assicurare al figlio un futuro nella Polizia Penitenziaria.

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