Caserta, 28 artisti lanciano appello al sindaco Marino per ex Canapificio

 Presidio davanti alla sede del municipio

Il chitarrista Pietro Condorelli e altri 27 artisti, come la cantante Simona Boo, l’attore Tony Laudadio, l’artista tunisina M’Barka Ben Taleb e l’autore Donato Cutolo hanno scritto al sindaco di Caserta Carlo Marino e al vicesindaco dalla citta’ campana per chiedere uno spazio al centro sociale ex Canapificio, gestore del progetto Sprar di Caserta e realta’ sociale che promuove sportelli per il sostegno al reddito, per il permesso di soggiorno, per le denunce dello sfruttamento lavorativo, attivita’ per i beni comuni, il progetto Piedibus, laboratori per bambini, scuole di italiano e molto altro. L’ex Canapificio si trova ora a dover svolgere queste attivita’ in luoghi di fortuna dopo che la sede del centro sociale e’ stata chiusa per problemi strutturali. A scrivere al sindaco sono gli artisti protagonisti di un concerto che, in occasione della giornata mondiale del rifugiato, servi’ come iniziativa di sostegno all’ex Canapificio e al progetto Sprar di Caserta. In quell’occasione il sindaco di Caserta spiego’ di aver individuato “l’ex asilo di via Barducci – si legge nella lettera degli artisti a Marino – un luogo alternativo per parte delle attivita’ che si svolgevano nell’Ex Canapificio. Adesso pensiamo sia importante dar insieme un esito a quella serata”. Per questo, gli artisti auspicano che, quanto prima, il sindaco possa “convocare un incontro con la rete associativa del centro sociale Ex Canapificio” che “a tutt’oggi non ha una sede nella quale svolgere le sue meritorie attivita'” e a mettere fine al “problema piu’ “a lungo termine” della messa in sicurezza del Canapificio e della sua restituzione alla citta’ quale polo di accoglienza e Inclusione“. “Esistono anche altri luoghi utili alla finalita’ – dicono gli attivisti del Canapificio – come l’Ex Onmi in Viale Beneduce, che potrebbe diventare il polo dell’inclusione della citta’ di Caserta, ospitando attivita’ e servizi per cittadini casertani e non solo”. L’assenza di una sede per svolgere le attivita’ sociali dell’ex Capanapificio “riguarda migliaia di cittadini, oltre a 40 lavoratori, 200 persone in accoglienza e decine di fornitori, un valore economico, oltre che sociale, importante per l’intera comunita'”, aggiungono gli attivisti, annunciando che anche le “scuole e le associazioni della citta’ stanno scrivendo al sindaco e al vicesindaco, perche’ condividono il disagio dei cittadini e degli attivisti e sentono forte il rischio che una tale situazione si ripercuota concretamente sulla citta'”.
La solidarieta’ diffusa all’ex Canapificio in queste ore sta attraverso anche il web, con un flash mob virtuale che ribalza sui social network. Decine di persone stanno postando foto di cartelli con la scritta “Il tempo e’ finito! Una sede adesso per l’ex Capanificio!”. Dal flash mob virtuale e’ partito l’appello a partecipare al sit-in che si svolgera’ mercoledi’ 10 luglio dalle 10 alle 19 ai porticati del Comune di Caserta “per sollecitare le istituzioni al rispetto degli impegni presi e raccontare, al fianco di cittadini e associazioni, questi quattro mesi di resistenza”. A 4 mesi dal sequestro del Canapificio, oltre a non avere ancora uno spazio provvisorio in cui svolgere le attivita’, gli attivisti del centro sociale sono ancora in attesa “dalla Regione Campania, ente proprietaria dell’immobile, di conoscere la data del sopralluogo tecnico – concludono gli attivisti – per capire l’entita’ dei lavori necessari alla messa in sicurezza del canapificio. E’ tempo, quindi, di risposte concrete”.

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