Caos funicolari a Napoli, oggi stop a Chiaia e Montesanto

Prosegue lo stillicidio delle chiusure per mancanza di personale. L’Anm: “Trasmessa alla magistratura la relazione espositiva dei fatti”

Continua il caso funicolari a Napoli, diventato uno stillicidio. Questa mattina gli impianti di Chiaia e Montesanto non hanno aperto al pubblico. Il servizio resta sospeso per l’intera mattinata mentre sono in corso verifiche per la copertura del secondo turno, che inizia dalle14.30. “Ancora una volta – spiega una nota dell’Anm – personale in turno con mansione di capo servizio ha comunicato malattia e i sostituti reperibili, destinati a garantire il funzionamento dell’impianto nel caso di imprevisti, non sono risultati disponibili”.
L’azienda ha disposto il congedo d’ufficio per tutto il restante personale presente sugli impianti che restano chiusi. “Contestualmente, vista l’insostenibilità della situazione – aggiunge l’Anm – nella odierna mattinata ha proceduto alla doverosa attività di trasmissione all’Autorità Giudiziaria della relazione espositiva dei fatti e della documentazione di supporto affinché si attivino tutte le  procedure giudiziarie di carattere penale volte a tutelare gli interessi degli utenti e dell’azienda”.
“Anche nelle giornate di ieri e venerdì – conclude la nota – così come lo scorso fine settimana l’ azienda ha subito il blocco improvviso degli impianti funicolari per motivazioni indipendenti dalla sua volontà con ricadute e disagi importanti sull’utenza abituale e i turisti presenti in città per le quali si scusa ancora una volta”. Ieri lo stop aveva riguardato le funicolari di Chiaia e Mergellina. La sequela di assenze per malattia era iniziata venerdì 22 giugno, giornata in cui era stato proclamato uno sciopero di 24 ore per le 4 funicolari Anm. Ma nelle fasce di garanzia si erano verificate le prime assenze dei dipendenti, proseguite a singhiozzo nei giorni successivi, in tutti gli impianti.

 

Sull’ennesimo stop si registra una nuova presa di posizione della giunta, come nei giorni passati. Quando però Palazzo San Giacomo non è riuscito a venire a capo della vicenda. “Ancora una volta la città è costretta a pagare un prezzo altissimo per il comportamento incosciente di un manipolo di dipendenti di Anm – dicono gli assessori Enrico Panini e Mario Calabrese -. L’Amministrazione comunale ribadisce la forte condanna per quanto sta accadendo alle funicolari dove viene bloccato improvvisamente un servizio di pubblica utilità a danno della Città e dei suoi abitanti.
È in atto  oramai una strategia della tensione sociale scellerata, scientifica e che ormai solo chi si ostina a non vedere non coglie. Un disegno assurdo  ed autolesionistico che rischia di colpire definitivamente il lavoro di molti”.
“Stiamo da tempo facendo ogni sforzo per salvare l’azienda – proseguono gli assessori – e per garantire ai cittadini una maggiore qualità del servizio di trasporto in città,  ma remiamo disperatamente, per colpa di alcuni, controcorrente. Questa situazione non è ormai più accettabile e  porterà alla presentazione di un esposto all’Autorità Giudiziaria al quale seguiranno giusti provvedimenti”.
“Non bastano, infatti, gli sforzi del nuovo management aziendale che – sostengono Panini e Calabrese – lavora giorno e notte e dell’impegno quotidiano delle lavoratrici e dei lavoratori nella stragrande maggioranza corretti per porre un freno a quello che ormai da troppo tempo si sta verificando e che non si esclude si possa verificare di nuovo. Adesso basta!”.

 

“I dirigenti, funzionari e quadri di Anm – afferma una nota dell’Usb – piuttosto che disporre il congedo d’ufficio, come già avvenuto per i conducenti del Garittone, al personale delle funicolari chiuse, causa mancanza dei capi servizio, potrebbero scendere a lavorare e con la collaborazione dei dipendenti aprire le stazioni al pubblico. Il congedo d’ufficio, senza preavviso, resta un provvedimento sleale, utilizzato da coloro i quali hanno manifestato e manifestano la propria incapacità nell’occupare, a tempo indeterminato, i ruoli di vertice che ricoprono. Intanto il “sistema” continua a garantire posti di comodo ad alcuni dipendenti a seguito della riqualificazione, altri non sono mai usciti dagli uffici, altri ancora gestiscono il personale con modello “clientelare” e si costruiscono, con l’aiuto dei funzionari, le condizioni per fare causa all’azienda e vedersi riconosciuto un parametro più alto. Questioni già sollevate all’azienda ma che, purtroppo, sfugge al confronto, nei tempi previsti dalla legge, lasciando agonizzante il trasporto pubblico locale”.

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