Campania, Polo Ambientale: i lavoratori chiedono un serio piano industriale

Proposte per l’assessorato all’ambiente

Le organizzazioni sindacali indipendenti Cisal, Sindacato lavoratori in lotta, Fial e Mediterraneo hanno diffuso un documento unitario in merito alla costituzione del cosiddetto Polo Ambientale prodotto della fusione di Campania Ambiente Servizi e Sma Campania, due aziende di proprietà della Regione Campania.

Un Polo che dovrebbe garantire la manutenzione e la prevenzione contro gli incendi boschivi, difesa del suolo, la polizia idraulica, pattugliamento e sorveglianza della Terra dei Fuochi, implementazione e compostaggio di comunità, raccolta di rifiuti abbandonati.

Mille i dipendenti occupati. Le organizzazioni sindacali chiedono all’assessorato regionale all’ambiente di adottare un contratto nazionale di lavoro dei servizi ambientali Utilitalia; la redazione di un nuovo piano industriale triennale sostenuto da risorse finanziarie appostare nel bilancio dell’ente con verifica puntali dei risultati; un rapporto di collaborazione tra il Polo e la Regione per progettare interventi previsti dal PNNR; l’ottimizzazione dell’organizzazione aziendale conforme a criteri di trasparenza , economicità ed efficacia stabilendo percorsi evidenti per il miglioramento verticale dei dipendenti (operai ed impiegati); armonizzazione salariale e professionale; puntuale verifica e adeguamento in base a quanto stabilito dal decreto legislativo 81/08 in materia di igiene e sicurezza sul lavoro.

Faremo in modo che la regione lavori sempre di più affinché il territorio campano diventi bene prioritario per i cittadini, con la creazione di nuovi spazi verdi, recuperati dalle bonifiche, senza tralasciare azioni risolutive per quanto concerne il controllo del territorio, anche in termini di dissesto idrogeologico, controllo che estenderemo anche ai vertici aziendali, Cda, Direzione generale, dirigenti, responsabili commesse, uffici preposti “– sottolineano le organizzazioni sindacali indipendenti

Ciro Crescentini

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