Muscarà: “La Regione ignorava il bilancio, ora parla di falso?”
Nel pieno delle polemiche che coinvolgono la governance del Teatro di San Carlo, la consigliera regionale indipendente Marì Muscarà interviene duramente sulle recenti dichiarazioni del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha parlato di presunte irregolarità contabili e annunciato un esposto all’autorità giudiziaria e alla Corte dei Conti.
Muscarà, che da tempo denuncia opacità nella gestione delle risorse regionali destinate al settore culturale, punta il dito contro quella che definisce un’inversione di rotta sospetta: «Per mesi ho sollecitato chiarimenti sulla gestione finanziaria del Teatro San Carlo, ricevendo risposte evasive dagli uffici competenti. Oggi, all’improvviso, la Regione si scopre garante della trasparenza. È lecito chiedersi perché solo ora».
Secondo la consigliera, nel bilancio del prestigioso teatro napoletano sarebbero presenti numerose criticità già segnalate da tempo. «La Regione – ricorda – ha stanziato quest’anno circa 7 milioni di euro per il San Carlo. Quando ho chiesto se esistesse un reale sistema di monitoraggio sull’utilizzo di tali fondi, mi è stato risposto dalla dottoressa Romano che la Regione non aveva l’obbligo legale di vigilanza. Una posizione che oggi viene clamorosamente smentita dagli stessi vertici regionali».
Muscarà accusa inoltre la Regione di incoerenza istituzionale e gestione politica delle risorse culturali: «O ci troviamo di fronte a un errore di valutazione grave da parte degli uffici, oppure la vigilanza viene esercitata solo quando fa comodo, a seconda dei rapporti di forza tra le istituzioni. In entrambi i casi, la trasparenza ne esce fortemente compromessa».

La consigliera cita anche un precedente legato alla distribuzione di fondi per un progetto Unesco: «La stessa dirigente, tempo fa, decise di non sostenere un emendamento che prevedeva 150 mila euro per un progetto di valorizzazione del patrimonio Unesco a Napoli tramite QR code. Quei fondi vennero poi ripartiti genericamente su tutta la Regione, e Napoli ne ricevette solo 30 mila. Una scelta politica inspiegabile».
Per Muscarà, la vicenda del Teatro San Carlo si inserisce in un quadro più ampio di opacità nella gestione delle risorse pubbliche destinate alla cultura: «È inaccettabile che un’istituzione culturale di caratura internazionale venga coinvolta in scontri politici e giochi di potere. La Regione dovrebbe garantire legalità, efficienza e trasparenza, non usare la cultura come terreno di scontro».
E conclude: «Non ci interessa il duello tra De Luca e il sindaco Manfredi. Ci interessa la tutela del patrimonio culturale campano e l’onesto utilizzo dei fondi pubblici. I cittadini hanno il diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi».
Alma

