L’esponente del governo di Palazzo Santa Lucia non ha risposto a 4 domande contenute in un’interrogazione presentata dalla consigliera del gruppo misto, Maria Muscarà
A distanza di quattro anni dall’approvazione della legge che ha sancito la concessione del Reddito di Cittadinanza, la Regione Campania non ha assunto alcuna iniziativa concreta per monitorare i disoccupati percettori del reddito, attivare attività formative, creare lavoro concreto. Il governo regionale campano utilizza il solito scaricabarile.
“Il reddito di cittadinanza è una misura di politica attiva di lavoro e di reinserimento lavorativo avente carattere nazionale rispetto alla quale la Regione Campania attraverso i Centro dell’impiego assolve un mero compito di attuazione”. Così l’assessore regionale al Lavoro, Antonio Marchiello, nel corso del Question Time in Consiglio regionale, in risposta all’interrogazione presentata dalla consigliere Maria Muscarà del Gruppo Misto, per avere notizie precise sui beneficiari del Reddito di cittadinanza in Campania, dopo le modifiche apportate alla misura dal governo Meloni, che restringe la platea dei beneficiari.
E solo negli ultimi mesi, l’ente di Palazzo Santa Lucia ha ritenuto opportuno riorganizzare e formare il personale dei Centri per l’Impiego.
“Il lavoro che stiamo facendo – ha proseguito Marchiello – è massimo, perchè stiamo formando i nostri dipendenti nei Centri per l’Impiego. Immaginiamo degli sportelli per le donne, i giovani e gli invalidi, per dare un respiro diverso al nostro territorio, e con un pò di capacità intellettiva stiamo provando a mettere dei percorsi giusti per aiutare la ricollocazione dei beneficiari del redditori di cittadinanza”.
L’esponente del governo regionale ha evidenziato, ammesso senza alcun ritegno ritardi spaventosi, vergognosi.
L’assessore ha poi snocciolato i dati sulla Campania evidenziando che, al 31 gennaio 2023, i nuclei familiari percettori del reddito di cittadinanza ammontano, in regione Campania, a 237.387 per un totale di 611.266 persone coinvolte per un importo media dell’assegno pari ad euro 630,01. Meno di 39 mila persone, circa il 9 per cento sono state coinvolte in programmi di inserimento lavorativo o di formazione lavoro. “Circa l’82% della platea del percettori di Rdc inseriti necessita di percorsi formativi di aggiornamento e/o riqualificazione” – ha dichiarato l’assessore con una bella faccia tosta.
L’esponente istituzionale ha evitato di rispondere alle domande mirate contenute nell’interrogazione presentata dalla consigliera regionale del Gruppo Misto, Maria Muscarà
Muscarà ha interrogato la giunta per avere “notizie precise sui beneficiari della misura in Campania, come le qualifiche, i titoli di studio e le esperienze lavorative; quanti enti di formazione professionale accreditati hanno presentato progetti di formazione per i percettori del reddito così come previsto dalla legge; se è possibile convocare una conferenza di servizio coinvolgendo organizzazioni sindacali, imprenditoriali, associazioni, lega cooperative, enti locali per attivare un piano straordinario di formazione e collocazione dei percettori del reddito; se è possibile introdurre clausole sociali vincolanti in tutti i capitolati di appalto, concorsi regionali, assunzioni in aziende partecipate, per l’assunzione di quote di percettori del Rdc“
Insomma una mappatura di quella platea che, ad oggi, vive di quella misura che il nuovo governo ha fatto giungere al capolinea.
Per la consigliera la ‘preoccupazione è fortissima perchè la Campania e Napoli in particolare ha sofferto della cattiva gestione del reddito di cittadinanza. Una buona legge, nata buona nelle intenzioni, che poi non è stata sufficientemente corroborata, corretta e adeguata tanto da poterla trasformare in una vera ricerca del lavoro‘.
A rischiare con la sua cancellazione o comunque trasformazione è, per la consigliera, la ‘stabilità sociale’ da qui la richiesta alla giunta di ‘una mappatura di coloro che al momento usufruiscono della misura, una classificazione necessaria per età, competenze, formazione, in ‘modo da poter attivare poi quelle politiche di formazione adeguate’.
“La Giunta aveva fondi per fare tutto questo; continua invece a dare la colpa al governo nazionale e alla pandemia, ormai scusa valida per tutto, ma i percettori di reddito in Campania ormai ammontano a quasi un milione di persone, e molti di loro continuano a tirare avanti con un reddito esiguo e un lavoro qua e là abbandonati a se stessi, la preoccupazione è fortissima con l’avvicinarsi del 2024” – ha concluso Muscarà
Domande, richieste legittime. Disarmanti le risposte dell’assessore regionale al lavoro. Intanto, sui territori stanno nascendo i comitati di lotta dei disoccupati. Monta la protesta, si annunciano giorni di grande conflittualità sociale.
