Campania, il 37,5% dei minori in stato di povertà

Sono i dati diffusi dalla cooperativa Sociale Eco Onlus


In Campania il 37,5% dei minori vive in stato di povertà. Sono i dati – ripresi da Save the Children – diffusi dalla cooperativa Sociale Eco Onlus di Sofia Flauto in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, celebrata il 30 luglio, per volere dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. L’intento di sensibilizzare la comunità internazionale sulla situazione delle vittime di tratta e promuovere la difesa dei loro diritti. Nel mondo il 23% delle vittime sono bambine e ragazze. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) stima che 21 milioni di persone siano vittime del lavoro forzato, qui ricomprese anche le vittime di sfruttamento sessuale. Per Save The Children in Europa 1 vittima su 4 è minorenne. Il messaggio è lanciato anche attraverso un video visibile al link https://youtu.be/XUSBibZYnmA,

Sbaglia chi pensa che il problema sia lontano da noi, sbaglia chi pensa che questa giornata non possa essere ricondotta alla nostra quotidianità. Per sollevare questo problema la cooperativa ha realizzato un video denuncia per far capire come la tratta degli schiavi sia più vicina a noi di quanto si pensi.

Oggi in Campania il 37,5% dei bambini vive in condizioni di povertà relativa, un dato ben al di sopra della media nazionale che si attesta al 22%. Una condizione che coinvolge comunque quasi 2 minori su 5 nella regione, e che conferma come il tema della povertà minorile resti una vera emergenza.

Che i piccoli lavoratori finiscano per ingrossare le fila delle maestranze criminali è quasi una certezza a Napoli e in Campania. Qui gli “scugnizzi che faticano” sono sotto gli occhi di tutti. I ragazzini fra i 9 e i 16 anni vengono utilizzati da bar e ristoranti per le consegne a domicilio, nei chioschi e persino dalle piccole imprese edili dove maneggiano cazzuole e mattoni senza le adeguate protezioni.

La Campania è la terza regione per numero di ragazzi che abbandonano prematuramente gli studi, con un tasso di abbandono del 19,1% contro una media nazionale del 14%. Emerge che la povertà educativa è la vera emergenza del Paese.

“L’unica via possibile è quella che passa dalla scuola e dall’educazione – continua Sofia Flauto – E ora, più che mai, la problematica è aggravata dall’effetto Covid: la didattica a distanza porta con sé la potenziale minaccia dell’inaccessibilità, e dunque il potenziale aumento della povertà educativa. Ciò a cui assistiamo non è solo la strumentalizzazione della tenerezza, è la perdita della speranza e del valore di un futuro”.

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