Campania, deleghe sindacali false: truffati centinaia di operai edili

Una sorta di mercato dell’illecito. Duro scontro di potere tra le organizzazioni sindacali di categoria

Un sistema illecito di false iscrizioni. Si allarga a macchia d’olio in Campania, con risvolti cabarettistici, lo scandalo delle false firme carpite(a loro insaputa) a centinaia di lavoratori edili dagli operatori di alcuni sindacati di categoria per poter impunemente succhiare i contributi sindacali tramite trattenute operate dalle Casse Edili territoriali.

Tante le segnalazioni arrivate e continuano ad arrivare all’indirizzo mail del nostro giornale [email protected]. Pronti molti esposti e denunce.

Stando ad alcune fonti attendibili, nei capoluoghi delle province campane sarebbero state sottoscritte almeno 1500 deleghe sindacali senza il consenso dei lavoratori. Tante le disdette operate in modo anomalo ai danni di alcune sigle sindacali per favorire il potenziamento di altre.

Basandosi sui nomi dei lavoratori realmente iscritti alla Cassa edile, sarebbero state compilate false adesioni con tanto di delega di pagamento. Gli operai si trovano quindi iscritti a loro insaputa al sindacato, sborsando 150 euro in media ogni sei mesi.

Una situazione gravissima che starebbe alimentando un duro scontro tra i dirigenti nazionali e locali di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, i sindacati di categoria dei lavoratori edili. Qualche sigla sindacale addirittura sarebbe diventata la prima organizzazione in alcuni capoluoghi di provincia presentando in pochi mesi un numero spropositato di deleghe alle casse edili di riferimento.

Tutti contro tutti per accreditarsi e vantarsi con la controparte padronale come organizzazioni sindacali “egemoniche” mentre aumentano sfruttamento, lavoro nero, evasioni contributive e infortuni mortali nel settore.

Sindacati che ignorano, snobbano i problemi reali dei lavoratori. Qualche esempio? Stando ad alcune fonti dell’ispettorato del lavoro e dell’Asl, sarebbero rarissimi gli esposti, le segnalazioni o le richieste di sopralluoghi nei cantieri e nelle fabbriche inviate agli organismi di vigilanza per verificare il rispetto delle regole e delle normative vigenti.

Da anni non arrivano segnalazioni o richieste di intervento dai sindacati per effettuare controlli – afferma un ispettore Asl di Napoli – Eppure un’azienda su 3 in edilizia non rispetta i contratti di lavoro. Evidentemente i sindacalisti sono troppo impegnati a fare altro”.

Dunque, i sindacalisti non fanno i sindacalisti ma continuano a beccarsi come i “polli di Renzo” dei Promessi Sposi mentre peggiorano le condizioni di vita e di lavoro degli operai edili. Una situazione deprimente, disarmante.

Quanto accade è il frutto delle trasformazioni, dei processi involutivi avvenuti negli ultimi anni in alcune organizzazioni sindacali che cavalcando la moda delle “rottamazioni” e del nuovismo hanno deciso di affidare ruoli di responsabilità di livello nazionale, regionale e locale a capi dispotici, arroganti, arrivisti, saccenti e presuntuosi che per mantenere saldamente il potere si attorniano di gruppi dirigenti composti da persone servili, deferenti e mediocri.

E non finisce qui. Negli ultimi anni sono state inventate nuove figure, i cosiddetti tesseratori e conciliatori sindacali. Figure lontane anni luce dal sindacalismo militante e molto più vicine ai “rappresentanti di spazzole, pentole o aspirapolvere” e consulenti padronali. Una triste parabola.

Red

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