Campania, De Luca ha deciso: le scuole non aprono il 7 Gennaio e il Codacons lo diffida

Ancora una volta pagheranno un costo altissimo i luoghi di cultura e del sapere

Le scuole campane e le università non riapriranno il 7 Gennaio. E’ l’orientamento del Presidente della Regione Vincenzo De Luca. Stando ad alcune indiscrezioni, De Luca avrebbe già concordato con le associazioni dei presidi, i sindaci “fedelissimi” e le organizzazioni sindacali degli insegnanti un ulteriore rinvio della scuola in presenza. Forse, è prevista una parziale riapertura dopo il 15 gennaio. Decisione gravissima. Un duro colpo al diritto all’istruzione. Ancora una volta pagheranno un costo altissimo i luoghi di cultura, del sapere mentre rimangono aperti gli ipermercati senza ingressi contingentati, come se non ci fosse il Coronavirus.

Vedo che si parla di riapertura dell’anno scolastico il 7. Questa è una delle cose che mi fanno impazzire in questo paese: fissare le date a prescindere. Ma come si fa a dire apriamo il 7 gennaio senza aver verificato il 3, il 4 o il 5 qual è la situazione epidemiologica. Credo che in Campania non apriremo tutto il 7, anzi sicuramente non apriremo tutto il 7“, ha detto De Luca.

Sulla stessa lunghezza d’onda, l’assessore regionale Lucia Fortini, che ha dichiarato: “Non so ancora quando i ragazzi potranno tornare in presenza, ma escludo che si possa cominciare il 7 gennaio. Nei primi giorni del 2021 ci saranno degli incontri in seno all’unità di crisi per porre in essere tutte le valutazioni del caso. L’ipotesi al vaglio è che dal 15 gennaio gli alunni delle scuole della Regione Campania possano tornare gradualmente in classe. Ma ripeto: questa è un’ipotesi che deve essere valutata dall’unità di crisi”. In ogni caso la Campania sarà differente non solo per le date di rientro in classe, ma anche per le percentuali di alunni in presenza. “Non siamo d’accordo con il ministro all’Istruzione – incalza Fortini – con il 75%. Questa non è una percentuale giusta anche dal punto di vista organizzativo. Probabilmente una percentuale giusta è del 50%”.

Codacons diffida De Luca – Intanto l’associazione dei consumatori Codacons ha diffidato il presidente della Regione Campania invitandolo ad aprire immediatamente la scuola in presenza. “L’educazione attraverso l’istruzione scolastica riveste un ruolo decisivo per la formazione dei ragazzi, il futuro del Paese: tuttavia, troppo spesso in questo periodo è stata messa in discussione – evidenzia in una nota il Codacons –  Le ordinanze che si sono susseguite a seguito dell’emergenza sanitaria hanno infatti gettato le basi per un trafugamento del diritto allo studio e hanno intaccato la frequentazione scolastica, minando le aspirazioni degli studenti di ogni ordine e grado. Attraverso l’imposizione della DAD, Didattica a Distanza  non si è garantito il diritto allo studio: nella migliore delle ipotesi, anzi, quest’ultimo ne è uscito enormemente danneggiato” – conclude l’associazione dei consumatori – Il diritto allo studio è soprattutto presenza, è il diritto a frequentare l’ambiente scolastico in un banco di scuola insieme a coetanei, tale da garantire il giusto inserimento sociale, ponendo la massima attenzione ovviamente all’uso della mascherina e alla detersione delle mani e di qualsiasi oggetto in comune, senza mai abbassare la guardia”

Se consideriamo che in Campania il fenomeno della povertà educativa raggiunge livelli a dir poco allarmanti, la questione diventa ancora più cruciale e rappresenta un’emergenza nell’emergenza. Basti pensare alla disparità di trattamento cui sono stati sottoposti gli studenti campani in relazione ad altri coetanei residenti in altre regioni negli ultimi due mesi: la Lombardia pur essendo stata “zona rossa” ha tenuto aperte le scuole secondo i precedenti Decreti del Presidente del Consiglio.

Ciro Crescentini

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