Campania, Codacons denuncia De Luca per abuso d’ufficio: non ha aperto le scuole

L’esposto sarà inoltrato alle cinque procure dei capoluoghi di provincia

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca non apre le scuole il 7 gennaio prossimo e l’associazione dei consumatori, Codacons lo denuncia per abuso d’ufficio.

 “Purtroppo le nostre paure erano fondate e il Presidente De Luca con l’ordinanza n.1 del 5 Gennaio 2021 continua a rinviare l’apertura delle scuole in presenza – spiega l’Avvocato Matteo Marchetti, vicesegretario nazionale del Codacons –  ragion per cui il primo passo che farà il Codacons, una volta pubblicato il Decreto del presidente del consiglio dei ministri in Gazzetta Ufficiale, sarà di inoltrare alle cinque procure della Repubblica dei cinque capoluoghi di provincia della Campania una denuncia per abuso d’ufficio ex art.323 codice penale tale reato cita testualmente – che Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità, intenzionalmente, arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno a quattro anni. La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità”.

I nostri ragazzi ma soprattutto i nostri bambini stanno subendo per decisioni sbagliate un danno enorme alla loro formazione forse incolmabile nei confronti di studenti delle altre realtà regionali dove l’indice RT è pari o addirittura più alto che in Campania – conclude l’avvocato Marchetti – Saranno quindi le Procure a valutare le ipotesi di reato che il Codacons Campania denuncerà. L’associazione invita quindi a scrivere all’indirizzo codacons.campania@gmail.com per partecipare all’eventuale ricorso al TAR lì dove ce ne fosse bisogno, ma soprattutto partecipare anche ad azioni risarcitorie specifiche o collettive”

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