Campania, aumentano i saltatori sul carro di De Luca

Arrivano personaggi che predicano discontinuità, nuovi “modelli di società o di sviluppo” ma nella realtà sono parte integrante di un sistema di potere basato

Aumentano i cambi casacca per conquistare una poltrona nel consiglio regionale della Campania aderendo al carro del probabile vincitore, il presidente uscente Vincenzo De Luca. Il trasformismo e il camaleontismo sono molto diffusi tra i cespugli della cosiddetta sinistra. Il primo che ha provveduto a fare il salto della quaglia è stato Mario Coppeto, attuale capogruppo della sinistra nel consiglio comunale di Napoli che si candiderà con Articolo 1, parte integrante della coalizione che sosterrà De Luca. La stessa coalizione sostenuta da Clemente Mastella, Cirino Pomicino e Ciriaco De Mita. La grande ammucchiata. Coppeto giustifica la sua scelta sostenendo di volere spostare a sinistra la coalizione in nome della discontinuità. Una scelta accolta con sarcasmo negli ambienti della sinistra “La discontinuità di Coppeto? Cambiare la poltrona di consigliere comunale con quella regionale, stipendio compreso. Opportunismo puro” – commenta una militante. E sempre a proposito di camaleonti, si candideranno con Articolo 1 anche l’ex assessora al Welfare, Roberta Gaeta e Francesco Chirico, presidente della II municipalità (Avvocata, Montecalvario. Mercato, Pendino, Porto, San Giuseppe). Entrambi gli amministratori non hanno lasciato e non lasceranno un buon ricordo della loro esperienza di amministratori. E grazie ad Articolo 1, appoggeranno De Luca trombati politici e sindacali e vecchie conoscenze del sistema bassoliniano. Personaggi che hanno governato occupando poltrone e posizioni di potere negli anni più bui per la nostra Regione. Persone che hanno “gestito” l’emergenza rifiuti, la spesa sanitaria, il welfare. Tra i sostenitori pro-De Luca c’è Michele Gravano, ex bassoliniano storico, attuale coordinatore regionale Articolo Uno.  Gravano ha diretto per oltre 20 anni la Cgil campana e napoletana. Una gestione fallimentare sul piano organizzativo ed economico. Il principale sindacato dei lavoratori  campani fu trasformato da Gravano in una sorte di appendice di Antonio Bassolino, lontana dalle lotte per l’affermazione dei diritti  dei lavoratori napoletani e campani per niente autonoma e indipendente. E non mancarono le “purghe” ovvero la rimozione e il licenziamento dei dirigenti sindacali dissidenti che si opposero al disegno politico di trasformare la Cgil in una mega corrente filo bassoliniana. Comportamenti e metodi dispotici. E non solo. La gestione Gravano si rivelò un disastro: la Cgil accumulò un debito di circa 4 milioni di euro, un pesante calo degli iscritti. Un curriculum per niente esaltante.   De Luca è sostenuto anche Massimo Paolucci, oggi capo della segreteria del ministro della Salute Roberto Speranza. Ricoprì il ruolo di  assessore ai trasporti al Comune di Napoli con Bassolino sindaco e fu il protagonista di  scelte politiche ed amministrative infelici e impopolari , tra le quali l’eliminazione dei tram dalla Città, mezzo di trasporto efficiente, sicuro ed ecologico. Paolucci è stato il vicario di Antonio Bassolino, nella gestione dell’emergenza rifiuti. Cosa è stato quel commissariamento per l’emergenza rifiuti, e il ruolo di Paolucci lo hanno raccontato nel libro “La Peste” il giornalista Nello Trocchia e Tommaso Sodano: “è lui che  tiene relazioni con imprese private e con gli amministratori locali e per la gestione del sistema delle assunzioni. Una lista lunga, quasi interminabile, di santi in paradiso e di segnalati che danno la misura di cosa sia stato effettivamente il Commissariato: un luogo di spartizione, di spesa allegra, un eldorado di spreco e inefficienza”. Altro ex bassoliniano che sosterrà lo sceriffo salernitano, è l’ex presidente della Provincia di Napoli Dino Di Palma: verde fuori ma bassoliniano dentro. Fu scelto dall’ex sindaco di Napoli per la poltrona di vicecommissario al sottosuolo. Una gestione per niente esaltante.  Di Palma sarà l’organizzatore della lista ambientalista per De Luca. Dunque, alla corte dello sceriffo di Salerno arrivano personaggi che predicano discontinuità, nuovi “modelli di società o di sviluppo” ma nella realtà sono stati e continuano ad essere parte integrante di un sistema di potere basato sulla “gestione”, le poltrone, fabbriche di consenso in nome dei soliti e immancabili “interessi generali”.

Ciro Crescentini

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