Camorra e aste truccate, rinviato a giudizio ex vice sindaco di Caserta

Vincenzo Maria Ferraro accusato di aver ottenuto mille euro ogni mese, l’assunzione di conoscenti, regali preziosi e viaggi dall’imprenditore Grillo per la concessione di un appalto da milioni di euro relativo al trasporto dei disabili

Per la Dda di Napoli avrebbe ottenuto mille euro ogni mese, l’assunzione di conoscenti, regali preziosi e viaggi da Grillo per la concessione di un appalto da milioni di euro relativo al trasporto dei disabili. L’ex vice sindaco di Caserta Vincenzo Maria Ferraro è stato rinviato a giudizio per il reato di turbativa d’asta aggravato dal metodo mafioso per aver favorito il clan Belforte di Marcianise. Con lui a processo ci sarà anche l’imprenditore Angelo Grillo, già coinvolto in diversi procedimenti giudiziari e ritenuto organico ai Casalesi, di cui i Belforte sono alleati. Si andrà in aula il 21 dicembre alla I sezione penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il giudizio è stato disposto anche per l’ex dirigente dei servizi sociali del Comune di Caserta Giuseppe Gambardella e una collaboratrice di Grillo, Assunta Mincione. Era imputato tra gli altri anche il titolare della coop Voglia di Vivere, Gaetano Barbato che invece ha scelto di essere processato con il rito abbreviato; per lui il processo partirà l’11 gennaio. All’epoca dei fatti contestati, l’ex vicesindaco era assessore ai servizi sociali quando Luigi Falco era sindaco, tra il 2004 e il 2005.

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