Camorra: catturato ad Acerra il killer Cirillo, latitante dei Casalesi

Deve scontare una condanna a 30 anni di carcere per l’omicidio dell’imprenditore Domenico Noviello

Era sfuggito all’arresto, subito dopo la sentenza della Corte di Cassazione, lo scorso 20 novembre. Gli agenti della Polizia di Stato di Caserta e i Carabinieri hanno fatto irruzione in un’abitazione di Acerra, in via Anna Kuliscioff, e arrestato il ricercato Francesco Cirillo, ritenuto affiliato al clan dei Casalesi e condannato a 30 anni di reclusione, con sentenza passata in giudicato, per l’omicidio dell’imprenditore Domenico Noviello. L’operazione che ha portato alla cattura di Cirillo, da parte della Squadra Mobile e dei carabinieri del Reparto Operativo di Caserta, è stata coordinata dalla Procura di Napoli. Cirillo è stato sorpreso in un’abitazione di Acerra, dove risiede una famiglia di tre persone, tutte incensurate. Il padre – assente al momento del blitz – la madre e una figlia. Le posizioni dei coniugi sono al vaglio degli inquirenti. All’arrivo delle forze dell’ordine, Cirillo ha provato una fuga disperata, arrampicandosi sulla facciata del palazzo, raggiungendo il terrazzo di un’altra abitazione, dove è stato bloccato. Gli investigatori hanno ricostruito gli spostamenti del latitante, nei due mesi alla macchia. Cirillo, che ha moglie e due figli, ha cambiato diversi nascondigli tra Caserta e Napoli. In una circostanza, però, ha trovato ospitalità a Roma. Era stato condannato nel 2001 per estorsione, grazie alla denuncia di Domenico Noviello e del figlio Massimiliano (tuttora sotto scorta), titolari di un’autoscuola a Castel Volturno. Fu proprio questo il movente – secondo la sentenza della Suprema Corte – del raid mortale nel 2008, organizzato dal boss Giuseppe Setola, all’alba di una stagione di terrore. Quando la batteria di killer casalesi mette tra i bersagli gli imprenditori coraggiosi, sceglie proprio Noviello, anche per fare un favore a Cirillo. 

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